Meglio un referendum per piazza Berlinguer

SAN MARTINO convertToFormat FlatText fail Gentile direttore, siamo sconcertati dalla pochezza degli argomenti portati a sostegno del cambio di toponomastica, da piazza Berlinguer a piazza Unità d'Italia dalla giunta comunale di San Martino. Il passo che l'amministrazione sta per compiere è un furto alla memoria dei Sanmartinesi e degli Italiani tutti. Per quale motivo deve essere, il più amato segretario del Pci, Enrico Berlinguer, il nome che divide San Martino e non, ad esempio quello di Aldo Moro (storico esponente della Dc trucidato dalle Br nel '78) visto che San Martino è e rimane un paese non di destra, nonostante l'amministrazione di destra che lo malgoverna (lo dimostrano i numeri delle ultime elezioni comunali dove l'attuale amministrazione vince soltanto per demeriti del centrosinistra che presenta due liste, una di centosinistra e una di sinistra)? La domanda vuole essere chiaramente provocatoria perchè noi, in realtà, non sosteniamo nessuno dei due cambiamenti aggiungendo anche che il rispetto dovuto a Berlinguer spetta storicamente anche a Moro. Sono due dei tanti politici italiani figli della seconda Unità d'Italia nata nel Dopoguerra che, al contrario di quelli attuali, meritano grande rispetto. L'Italia Repubblicana non è mai stata così divisa come ora. Non esistono solo divisioni territoriali ma anche divisioni di classe. Le classi sociali, di cui non si parla più, esistono ancora. Esistono i cosiddetti ricchi capitani d'impresa nonché speculatori finanziari a cui possiamo aggiungere una buona fetta della cosiddetta "casta", ed esiste la classe degli onesti lavoratori (sostituisce ,in qualche modo nel nome ma non nella sostanza, la vecchia classe operaia) che fatica a mantenere la propria famiglia. La democrazia partecipata non dimora certo a San Martino. La seconda domanda è: nel caso il consiglio comunale decidesse di assumersi la responsabilità di privare il paese di un nome simbolo, oggettivamente inattaccabile, come quello di Enrico Berlinguer, perchè non trovare anche il coraggio di far decidere ai sanmartinesi attraverso un referendum cittadino? Votare alle elezioni una maggioranza (relativa) è diventato come firmare una cambiale in bianco, così non deve più essere. Luisa Valdata Francesco Signorelli