Bankitalia sanziona Verdini: 650mila euro di multa per il Ccf

Nuovi guai in vista per il coordinatore del Pdl Denis Verdini che è stato sanzionato da Bankitalia e dovrà ora pagare un a multa piuttosto salata: la vicenda è quella che riguarda la gestione del Credito Cooperativo Fiorentino e i controlli sono quelli innescati dalle inchieste delle procure di Firenze e Roma sul G8 e sulla P3. Il primo esito dell'ispezione attivata da Bankitalia prevede sanzioni per un totale di 650.000 euro e denuncia una lunga serie di irregolarità riscontrate nella gestione della banca. L'ex presidente del consiglio di amministrazione, l'onorevole Denis Verdini, dovrà pagare 105mila euro, mentre l'ex direttore generale Piero Biagini, 75mila. Multe anche per i sei membri del cda, 60mila euro a testa (Marco Rocchi, Franco Galli, Fabrizio Nucci, Mauro Marcocci, Enrico Luca Biagiotti, Simonpiero Ceri) e per i tre componenti del collegio sindacale, 45mila euro a testa (Antonio Marotti, Gian Luca Lucarelli, Luciano Belli). Tutti gli organismi del Ccf, benchè già dimissionari, furono sospesi e commissariati da Bankitalia oltre un anno fa. A Denis Verdini gli ispettori del servizio di vigilanza di Bankitalia hanno contestato la violazione della normativa in materia di concentrazione dei rischi, carenze nel processo del credito, la mancata segnalazione all'organismo di vigilanza di posizioni anomale e di previsioni di perdite, carenze nei controlli interni ed infine la violazione della normativa in materia di contenimento del rischio di liquidità. Oltre a queste irregolarità, al direttore generale sono state contestate anche carenze nell'organizzazione e l'inosservanza di disposizioni in materia di trasparenza. Appena lunedì i magistrati romani avevano notificato al coordinatore del Pdl il decreto di chiusura indagini sulla P3. Il provvedimento, che ipotizza a carico dell'onorevole i reati di violazione della legge Anselmi e corruzione, prelude ad una richiesta di rinvio a giudizio. Tramite il Credito Fiorentino, è l'accusa, Verdini avrebbe intascato fiumi di denaro sporco per finanziare se stesso e il sodalizio volto a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali. Un sodalizio segreto che Verdini avrebbe organizzato e diretto d'intesa col senatore Marcello Dell'Utri.