«La P4 è un'associazione a delinquere»

di Natalia Andreani wROMA Si aggrava la posizione giudiziaria del faccendiere Luigi Bisignani, del deputato del Pdl Alfonso Papa e del carabiniere infedele Enrico La Monica. Il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della procura di Napoli sul reato associativo. Ai tre indagati dell'inchiesta P4 - la stessa che chiama in causa ufficiali di primo piano della Guardia di Finanza - torna dunque ad essere contestata l'associazione a delinquere. L'ipotesi di accusa era stata rigettata dal Gip Luigi Giordano al momento di emettere le ordinanze di custodia cautelare per i reati di favoreggiamento personale, rivelazione di segreti d'ufficio e concussione. Papa, detenuto da due settimane a Poggioreale, ha ricevuto la notizia in carcere. Bisignani, attualmente agli arresti domiciliari, in carcere potrebbe invece finirci presto. Lo hanno disposto ieri mattina gli stessi giudici del riesame. Il provvedimento diventerà però esecutivo soltanto dopo che la Corte di Cassazione si sarà pronunciata sull'istanza di revoca già presentata dai legali del manager. La decisione del riesame non poteva che provocare grande soddisfazione negli inquirenti napoletanti che in questi mesi sono stati bersaglio di critiche e polemiche. Tutta la tesi accusatoria ha trovato accoglimento. Il nostro lavoro ne esce rafforzato, ha commentato il procuratore capo, Giandomenico Lepore, che sin dal primo momento aveva difeso l'ufficio e i pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock dall'accusa di avere sollevato inutili polveroni. Di una decisione scontata, in qualche modo attesa, parlano invece i legali di Papa che davanti al riesame avevano già perso la prima battaglia sulla libertà del loro assistito. Curcio e Woodcock, secondo il tribunale, avevano dunque ragione nel sostenere che Bisignani, Papa e La Monica promuovevano, costituivano e prendevano parte (unitamente ad altri soggetti appartenenti alle forze di polizia) a un'associazione per delinquere, organizzata e mantenuta in vita allo scopo di commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro l'amministrazione della giustizia. I tre, avrebbero acquisito sia notizie ed informazioni riservate e segrete inerenti a procedimenti penali in corso sia notizie ed informazioni inerenti dati sensibili e strettamente personali e riservati, riguardanti in particolare esponenti di vertice delle istituzioni e alte cariche dello Stato. Notizie che venivano utilizzate in modo indebito per commettere una serie indeterminata di delitti di favoreggiamento, per ottenere denari, favori e utilità da imprenditori coinvolti nelle indagini e per infangare ovvero per poter poi ricattare ed esercitare indebite pressioni sui medesimi esponenti delle istituzioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA