Quei figli di nessuno reclutati dalle gang

di Gianluca Zucchelli wLONDRA Jim, 14 anni, rientra nel negozio saltando i pezzi rotti della vetrina sfasciata. In mano una scatola di scarpe. Trainers all'ultima moda, fatte sue nel saccheggio. Ma nella fretta ha sbagliato misura. C'è il tempo per trovare quella giusta e poi scappare via nella notte squarciata da fiamme e sirene, come in un eccitante videogame.Hanno dai 13 ai 16 anni questi ragazzi che sfasciano vetrine, rubano, incendiano auto in sosta. Ma non è lotta razziale o contro il capitale. Non c'è un ismo che li accomuni, a parte il consumismo frustrato di questa epoca di austerity. Il tragico incidente di Tottenham è un pretesto. Questo è il grido violento di una generazione definita dai no: no scuola, no lavoro, no speranza, no futuro. Non c'è base per una direzione morale. Una gioventù che passa il tempo vivacchiando per strada, contattandosi su twitter e facebook col telefonino. Chi ha lanciato il primo sms di raccolta? Forse il piccolo boss di una gang di bianchi e neri complici in piccolo spaccio e furtarelli. Nessuno si occupa di dove questi ragazzi vanno la sera: padri assenti, madri con altri guai a cui star dietro. Otto mesi fa i figli di papà sfasciarono vetrine e auto in sosta per sfogare la rabbia contro il rincaro delle tasse universitarie e per attirare l'attenzione dei media. Stavolta sono i figli di nessuno, reclutati dalle gang, a usare la guerriglia urbana come mezzo. Il fine è il saccheggio. Mettersi in tasca un orologio d'oro non è autofinanziamento rivoluzionario ma la scorciatoia al capitalismo spicciolo. I capibanda di periferia hanno trovato sponda in fette di gioventù senza speranza in un momento di crisi profonda. Non hanno sfondato oltre. I meno giovani, i più stabili, occupati o no, si sono rimboccati le maniche a pulire le strade in stile tipicamente britannico mentre gli immigrati di prima e seconda generazione erano per strada di notte a proteggere i loro negozi dai teppisti. Sullo sfondo dei saccheggi un mosaico fatto di recessione, inflazione e disoccupazione galoppanti, feroci tagli a sanità e servizi pubblici. La sorda arroganza della destra britannica crea un solco fra fasce emarginate di giovanissimi e le istituzioni. Chi chatta su Internet ricorda che mai come ora gli inglesi si sono sentiti inascoltati. Tagli alla sanità, università riservata ai ricchi? Non avete capito la nostra riforma è il ritornello del governo dei geni allevati nelle scuole private d'eccellenza. Intanto scandali come le spese facili dei parlamentari e le bustarelle di giornalisti a poliziotti hanno intaccato la fede nelle istituzioni. L'opinione pubblica si divide fra chi terrorizzato invoca l'intervento dell'esercito, chi ancora si domanda da dove sia scaturita quest'ondata di violenza e chi invece ha chiara la risposta ma comunque condanna i disordini. Nella consapevolezza che la violenza finisce per colpire ingiustamente singoli e intere comunità e fornire consensi e argomenti alla politica classista di Cameron. ©RIPRODUZIONE RISERVATA