Quando Marièta la strasèra cucinò la minestra con i bottoni
La conoscevano per "Marièta la strasèra". Marièta andava in giro con un carrettino e raccoglieva gli stracci che poi vendeva agli stracciai più grandi. Era uno dei mestieri ora scomparsi. Mestieri della miseria e chi lo faceva si guadagnava a malapena da vivere. Quegli stracci prima di essere rivenduti venivano scelti per qualità e fra l'altro gli venivano staccati i bottoni, che anche quelli venivano rivenduti. Ricordo che gli stracci scelti li comprava anche la tipografia dove lavoravo, ottimi per la ripulitura dei rulli e i piani inchiostrati. Marièta, per abitudine, appoggiava i bottoni sul davanzale del camino. A quel tempo la gente era povera ma era anche più generosa e la porta di casa era aperta a tutti. Quella volta Marièta ha avuto la visita di una sua amica con suo marito. Appesa alla catena del camino bolliva la pentola con già dentro gl'ingredienti basilari per fare la minestra. Al momento opportuno avrebbe aggiunto i fagioli e poi il riso. C'era poco da offrire e a chi veniva a trovarci bisognava (come dice Manzoni) offrire un piatto di buon viso. In dialetto pavese si usa dire: "un piat ad bona cera". Le due donne si son messe a chiacchierare. Al momento di aggiungere nella pentola i fagioli, Marièta si è sbagliata e ha preso una manciata di bottoni e li ha buttati nella pentola che bolliva e dopo ha messo il riso. La minestra era abbondante e Marièta invitò i suoi amici. Il pranzo non offriva molto oltre la minestra, era tanto se in tavola poteva mettere il pane e magari un bicchiere di vino: quasi sempre la torchiatura dei graspi già pigiati che la chiamavano acquetta. Gli ospiti hanno gradito l'invito e la minestra fumante aveva un buon profumo. Alla prima cucchiaiata il marito sentì in bocca una cosa dura e disse: "ma questo è un bottone". Marièta si giustificò dicendo che forse era caduto assieme ai fagioli. Ma poi mangiando, si accorsero che anzichè fagioli erano tutti bottoni. Alla fine "ris e butòn ad Marièta la strasèra" ha invogliato a farne una poesia dialettale: Marièta la strasèra/l'ha fat ris e butòn/la stava a Calcinèra dentar un purtòn/La girava tüt Pavia/la puntava al caretòn/dai stras chi travan via/la salvava i butòn/Marièta l'ha fat un minestròn/inveci di fasö la g'ha mis/'na brancà ad butòn/oh! Che cunfusiòn!/L'era no un grân dafarima la sbarcava al lunari. Rino Zucca L'autore è poeta dialettale.