San Martino cancella Berlinguer
Enrico Berlinguer è stato segretario generale del Partito Comunista Italiano dal 1972 fino alla morte, nel 1984. Nato a Sassari nel 1922 è stato eletto per la prima volta deputato nel 1968. Una carriera politica iniziata prima a livello locale fino alla dirigenza del partito. Dopo una legislatura da parlamentare europeo (era stato eletto nel 1979 per le liste del Partito Comunista Italiano), in vista delle elezioni del 1984 Berlinguer andò a Padova per un comizio. Era il 7 giugno e mentre pronunciava il suo discorso fu colpito da un ictus. Continuò fino alla fine del comizio, entrò in coma in albergo e morì dopo pochi giorni, l'11 giugno. Ai suoi funerali partecipò un milione di persone. di Marianna Bruschi wPAVIA San Martino non vuole piazza Berlinguer. Anzi, è la giunta di centro destra di questo comune di poco più di 5mila abitanti a non voler più la piazza dedicata al segretario generale del partito comunista italiano, morto nel 1984. Perché la gente preferirebbe mantenere le cose come stanno. Il Comune voterà in consiglio comunale il cambio del nome: da piazza Enrico Berlinguer a piazza Unità d'Italia. Vogliamo vie che uniscano, non che dividano – spiega l'assessore Renato Abbiati – e rispetto a Berlinguer è più importante ricordare l'unità del paese. Questa piazza a metà di via Roma sembra più un parcheggio. Di targhe, vecchie o nuove, non ce ne sono. In fondo c'è una struttura in muratura per le feste, non molto di più. E' una mascalzonata – dice Emanuele Chiodini, edicolante di via Roma – quando negli anni Novanta si era deciso di dedicare questa nuova piazza a Berlinguer avevamo fatto un referendum. Berlinguer era una persona onesta, è figlio dell'Unità d'Italia, potevano pensare a un nome per una strada nuova. In un mezzogiorno caldissimo entra in edicola Sergio Canavesi. Chiede L'Unità e quando sente il nome di Berlinguer si unisce alla discussione. Non si può cambiare nome alla piazza – dice Canavesi – devono consultare noi cittadini. Maria Cristina Persico, barista, non la pensa come loro: L'unità d'Italia è più neutra, dice. Siamo contrari, la risposta secca di Prigioni, capogruppo Pd in consiglio comunale. E' che a pensare a Berlinguer e San Martino viene in mente la sede del Pd. Prima dedicata al politico di origine sarda, poi, un paio di anni fa a Beniamo Andreatta (Dc). Un segnale di cambiamento, dicono dal Pd. Doveva essere una sede diversa dai vecchi Ds e Margherita – dice Giuseppe Villani, consigliere regionale – era stata scelta una persona non legata a schemi del passato. Qui invece cancellano la storia. Bisogna avere rispetto per chi ha fatto la storia d'Italia – ribatte Daniele Bosone, presidente della Provincia e senatore Pd – La questione della sede non è paragonabile, si era di fronte a un partito nuovo. Questa scelta invece denota scarso rispetto per la storia del Paese.