Pavia non dimentichi il maestro Zecca

Pavia l'ha profondamente amato. Si spense all'età di ottant'anni, il 29 giugno 1991. Aveva diretto un complesso artistico d'eccezione, la Corale Verdi, con cui aveva condiviso fin dal 1948 successi in Italia e all'estero. Al suo repertorio di opere sacre e profane i pavesi non hanno mai lesinato i più convinti applausi. Nato a Sannazzaro de' Burgondi nel 1911, aveva respirato in famiglia l'amore per la musica: il padre Ermenegildo era direttore della banda locale e compositore. Sulle tastiere del pianoforte e dell'organo il piccolo Giannino sviluppò le sue innate possibilità espressive. Dopo gli studi magistrali si avviò all'attività educativa nella scuola di Mede e intuì le opportunità offerte dalla musica negli apprendimenti di base. Molti ricordano quando impegnava in difficili esibizioni le masse di mille voci bianche: il suo sguardo penetrante trascinava i coristi in erba. Per i ragazzi compose fiabe musicali di successo: a Reginella seguirono Trecciadoro e Melina e l'Orso. La perizia tecnica gli veniva da importanti studi compiuti a Parma e a Milano e alla guida di grandi maestri, come Guido Farina, Achille Schinelli e Franco Vittadini. Direttore a Voghera di una Scuola di Musica e di una Società Polifonica e poi a Pavia della Corale Verdi, fu per alcuni decenni maestro di Cappella della nostra Cattedrale. La sua storia s'intreccia in particolare con quella della illustre Corale pavese. Per i suoi coristi egli scrisse opere di grande tensione emotiva e di profonda religiosità. Si pensi alle messe a 2, 3 e 4 voci, al Miserere, alla Missa pro Defunctis. Le composizioni di maggior successo vennero alla luce nella sua piena maturità. Nel 1970 presentò al Fraschini di Pavia una cantata per soprano, coro misto e piccola orchestra dal titolo Trittico di Natale.La sua amicizia col poeta Agostino Poma diede origine ad una viva collaborazione. Lo scrittore pavese, che aveva riportato da un viaggio a Lourdes entusiastiche impressioni, preparò un testo denso di ammirazione per l'atmosfera respirata sulle rive del Gave. Cielo di Lourdes, oratorio per soli, coro e orchestra, fu dedicato al vescovo Carlo Allorio, che come Agostino Poma non ebbe la gioia di ascoltare la prima esecuzione il 29 maggio 1971 in Trecate. Nel 1976 Zecca si presentò nuovamente al pubblico con un melodramma in un atto, Bettina, che Pina Trentani aveva tratto da una novella di Lucio D'Ambra. L'opera fu eseguita al Borromeo di Pavia in forma di concerto e ne risultò un lavoro di alto impegno artistico. Indimenticabile, infine, l'esperienza artistica che risale al 1977, quando sempre nella Sala degli Affreschi del Borromeo la Corale Verdi eseguì Il Cantico delle creature. Qui la musica di Zecca si fa magnifica interprete della bellezza del creato. E' ancora vivo il ricordo dell'ultima esecuzione nel 2005, in un concerto in S. Maria del Carmine per l'ottantesimo della Corale Verdi. Da vent'anni Giannino Zecca ha chiuso l'esistenza terrena, ma l'eco della sua musica desta in noi una toccante nostalgia. Egli si merita di veder rifiorire l'affetto e la stima della sua terra.