Senza Titolo
politica Per un futuro migliore serve più coraggio nIncertezza, paura, crisi, disoccupazione, sacrifici, recessione sono solo alcune delle parole che, sui media, stanno accompagnando questo timido e indecifrabile inizio di nuovo millennio. È come se la società, giunta nel 1989 alla fine di un'epoca - quella della modernità -, stesse faticosamente ricercando nuovi equilibri economici e sociali per affrontarne una nuova che, molto più di quelle passate, produrrà cambiamenti con effetti non nazionali e neppure continentali ma planetari. È l'epoca della globalizzazione, che durerà decenni e il cui assetto definitivo non è dato conoscere neppure ai più fini analisti. L'Europa si è scoperta vecchia e arretrata, gli USA hanno perso la scommessa economica e ora si ritrovano nudi, la Cina è un ordigno ambientale, sociale ed economico pericolosamente innestato e l'Africa è in imprevedibile movimento insieme al Medio-Oriente. È la "società liquida", la cui fluidità scorre lungo canali per nulla controllati né controllabili dalla politica nazionale e internazionale. Anzi, la politica è debolissima, chiusa in difesa dentro schemi angusti e vetusti. La Comunità Europea reagisce con una limitatissima visione di stampo liberal-economicista come se la tenuta dei conti fosse l'unico problema, con l'Euro da più parti attaccato e messo in discussione. Ma non c'è visione d'insieme. L'idea di un "riformismo" legato a una politica di mercato tipica della visione "occidentalista" del secolo scorso è del tutto insufficiente a ridare il senso di una concreta speranza. Temo che l'idea di un'Europa governata dalle "Banche" sia veramente fuori dalla storia. Servirebbe forse un'America più coraggiosa e meno impaurita e un'Europa capace di uno sguardo globale per potersi sedere al tavolo e riscrivere le regole di una finanza internazionale ormai fuori da ogni controllo politico, in una specie di nuova Camaldoli, certo, però questa volta mondiale. Si era fatto a Bretton Woods appena dopo il secondo conflitto, si faccia ancora, prima che il debito pubblico esaurisca i nostri inutili tentativi di rincorrerlo. Sono conscio che questo può scontare un duro scontro con la Cina ma è un passaggio che prima o poi dovremo fare. Serve però una politica seria e credibile, nuove generazioni capaci di uno sguardo davvero lungimirante. È tempo non di riformismo ma di una vera rivoluzione dei presupposti della convivenza civile, più solidale e meno liberale; è tempo di una politica capace di promuovere l'unità reale dell'Europa. In questo ci staranno razionalizzazioni degli strumenti di governo, riduzione di costi, nuove leggi elettorali e quant'altro: tuttavia, occuparsi esclusivamente di queste cose oggi significa guardare solo alle suppellettili mentre ciò che dovremmo cambiare è la casa. Daniele Bosone Presidente della Provincia treni Senza informazioni che biglietto si fa? nIn riferimento alla lettera del 3 agosto, in cui un signore ci accusava di non avergli emesso il biglietto del treno che lui richiedeva, riferisco quanto segue. Al signore in causa, come a tutti,nel momento in cui mi richiede una fascia chilometrica chiediamo il percorso che deve fare,onde evitare l'errore nella percorrenza con tutte le conseguenze che ne conseguono in caso di controllo. Il signore in causa non ha voluto assolutamente informarci del percorso giustificando la riservatezza della privacy. Abbiamo fatto notare che se fosse andato in biglietteria avrebbe dovuto comunque dichiarare il suo percorso. Questo avviene perché ci siamo accorti che spesso alcuni passeggeri cercano di venir meno al corretto acquisto del biglietto a danno degli altri passeggeri e delle Ferrovie. Faccio presente, inoltre, che in alcuni casi non mi è possibile soddisfare la richiesta in quanto nel prontuario affidatomi per la verifica del percorso e il relativo prezzo molte tratte non sono citate(tra cui, per esempio, la tratta "Villamaggiore-Sesto S. Giovanni" che interessava l'utente in questione). In considerazione di ciò, i viaggiatori vengono invitati nel modo più cortese a rivolgersi presso gli uffici Fs (biglietteria-assistenza alla clientela ) per sapere con esattezza di quale biglietto necessitano. Il mio modo di vendere è dettato dall'onestà e correttezza nei confronti di tutti, siano le Ferrovie o i passeggeri che pagano il biglietto per intero. Edicola Fornaro stazione Fs Pavia finanziaria/1 Un'altra manovra che non tocca le caste nNella lettera del 17 luglio il signorMario Rognoni, arrabbiato per il trattamento dei pensionati (633 euro dopo 45 anni di lavoro autonomo), propone di andare a Roma con manganelli e forconi, facendo altresì riferimento alla pensione dell'ex Presidente del Consiglio Amato di euro 31.411 al mese. In quella del 19 luglio la 30enne Cristina Fassani si dice "incazzata", in quanto laureata, ha un lavoro in una piccola-media azienda privata e si indigna per sprechi e abusi delle classe dirigente; è necessario, dice, scrollarci di dosso questo torpore. Significativa la risposta del direttore: "E' ora di ascoltare i trentenni". E non solo loro. A questo invito vorrei dire la mia come 78enne. Per quanto riguarda gli sprechi ed i privilegi della "casta". questa manovra mi rende "inferocito" e spiego il perché. Le aliquote Irpef sono state aumentate dal 23 al 27% prima e dal 27 al 30% ora, per i redditi da 15.000 a 28.000 euro. In questa fascia di reddito, si colloca la maggior parte dei pensionati e lavoratori dipendenti ( euro 2.153 mensili), per cui la massa da spremere è in questa fascia. Mentre per quanto riguarda il taglio agli sprechi ed ai privilegi, questi politici non vogliono rinunciare a nulla. Le provincie, gli enti inutili, le auto blu e tanti altri sprechi, mal si conciliano con i tagli. Mentre ai contribuenti, dopo i parametri, gli studi di settore, subentra ora anche "lo spesometro" (spese superiori a 3.600 euro) e un altro giro di vite per tartassarli, dall'altra parte non si toccano i privilegi, come ad esempio per quel deputato che è stato eletto per un giorno al parlamento, cosa che gli è valsa una pensione, a 44 anni, pari ad euro 1.733 netti al mese, quanto prende un lavoratore dopo 40 anni di lavoro. Se non ci peseranno i governanti da soli e subito a decurtarsi, e non visibilmente, gli stipendi ed i privilegi, ed eliminare gli sprechi, potremmo farla pagare molto cara questa iniquità non più tollerabile da un popolo irriso, spremuto e calpestato. Potremo andare a Roma magari, non con manganelli o forconi, ma soltanto con i nostri piedi, prendendoli calci nel fondo schiena e facendoli correre nei corridoi e per scale dal palazzo. Secondo Cagnoni finanziaria/2 Prendiamo ai poveri che sono tanti nLa Finanziaria svuoterà le tasche degli italiani, già semivuote; famosa e realisticamente attuale la battuta di Petrolini: "bisogna prendere i soldi a chi ce li ha e cioè ai poveri che ne hanno pochi ma sono tanti!". Quando però si leggono notizie quali: i giudici che prestano servizio nella provincia di Como ricevono un'indennità per "sede disagiata", oppure il Segretario comunale di Como percepisce più del Presidente della Repubblica, cioè 297 mila euro all'anno (notizia di agenzia), ci si domanda: quando i nostri politici, che ci richiedono "lacrime e sangue" la smetteranno di vessare le famiglie che hanno problemi ad arrivare alla fine del mese? Fra le altre situazioni che necessitano un intervento deciso vi è quella delle erogazioni delle pensioni tramite Posta; il mio amico Mario che abita in una piccola cittadina dell'Oltrepo mi riferisce che, quando va bene, riscuote la pensione dopo 4 giorni lavorativi successivi al primo del mese e talvolta anche dopo 6 giorni. Ma, a quanto mi risulta, l'Inps "paga" con valuta buona (ovvero il primo giorno lavorativo del mese). Le Poste saranno anche una Spa ma di totale proprietà dello Stato, attraverso il Ministero dell'Economia; con questo "bel giochetto" riducono non di poco gli "oneri finanziari": incassano il primo del mese e pagano dopo 4/6 giorni. Altro che tagli! E gli italiani continuano a subire. Roberto Bottiroli PAVIA Lettera a quei taxi che non prenderò più nScrivo questa lettera contro i tassisti di Pavia, persone senza cuore: a loro non importa se stanno portando una persona anziana con tanti disturbi di salute, specialmente mal di schiena, che porta tanto di busto, e vanno a cercare le strade anche se non necessarie con i sassi, e non sanno che dietro c'è una persona che soffre. Una volta dovevo andare da via Marchesi a corso Garibaldi: il tassista non è passato da viale Gorizia ma dal naviglio di porta Garibaldi: strada più lunga e dissestata, e il tassista ha voluto per questo tragitto 13 euro, troppo caro per una povera pensionata. Io vado diverse volte a Milano per concorsi (letterari), vado in treno e poi in taxi: i prezzi sono molto inferiori e faccio doppia strada rispetto Pavia. Adesso io e le mie amiche abbiamo deciso di non prendere mai più i taxi a Pavia; soffriremo, pazienza, ma da qualche mese fanno così. Solo uno l'ho trovato umano, gli altri dicono che è colpa del traffico. Ma non è il traffico, è l'egoismo. Rita Granata sanita' Grazie ai colleghi del San Matteo nSono un medico della Fondazione Maugeri e sono stato ricoverato nel mese di luglio presso il Forlanini del San Matteo (rep. C). Durante il periodo di degenza ho notato un reparto efficiente per la professionalità del personale. Voglio esprimere la mia gratitudine al dottor Paolo Cremaschi e un sincero ringraziamento al professor Luisetti, direttore dell'istituto, e a tutto la sua equipe composta da professionisti estremamente competenti. Maurizio Plastina