Caso Tapie, sì all'inchiesta su Christine Lagarde

PARIGI Dopo due rinvii, la Corte di giustizia della repubblica francese ha deciso: l'inchiesta su Christine Lagarde si farà. Il direttore generale del FMI, che ha sostituito Dominique Strauss-Kahn obbligato alle dimissioni da una denuncia di stupro, dovrà spiegare ai giudici il suo ruolo nel tentacolare "affaire Tapie/Credit Lyonnais". La Corte, la sola istanza a poter giudicare in Francia un ministro per azioni compiute nell'esercizio delle sue funzioni, ha dato il suo parere favorevole all'apertura dell'inchiesta a carico della Lagarde, che nel 2008, quando era ministro dell'Economia francese, aveva disposto che la decisione sulla diatriba che opponeva l'uomo d'affari all'ex banca pubblica, legata alla cessione di Adidas, fosse presa da un tribunale arbitrale e non dalla giustizia ordinaria. Gli arbitri avevano dato ragione a Tapie, e gli avevano riconosciuto un risarcimento da 285 milioni di euro più interessi. Ex avvocato d'affari nel prestigioso studio statunitense Baker & McKenzie e prima donna ministro dell' Economia in un Paese del G8, Christine Lagarde rischia fino a dieci anni di detenzione e 150.000 euro di multa per complicità in falso e sottrazione di fondi pubblici. Due accuse più gravi di quella di abuso d'ufficio richiesta all'inizio dal procuratore generale presso la corte di Cassazione, Jean-Louis Nadal. Ma che sono respinte dall'avvocato dalla Lagarde, Yves Repiquet. L'apertura dell'inchiesta non intacca al momento il ruolo della Lagarde all'FMI. Le due cose sono compatibili, ha assicurato il legale, precisando che sin dal giorno della sua elezione la neo direttrice dell'FMI aveva fatto in modo che il board dell'organizzazione fosse informato di questa eventualità. Ieri il Fondo le ha confermato la fiducia, precisando che la possibile apertura di un'inchiesta a suo carico era stata presa in conto al momento della decisione. Quasi vent'anni dopo la vendita conflittuale del gruppo di abbigliamento Adidas da parte del Credit Lyonnais (Lcl) e l'inizio di un feuilleton alla francese senza fine, l'ex ministra che si ritrova in prima linea nella vicenda rischia grosso, anche se la procedura potrebbe durare anni. Sulla vicenda la Lagarde si è sempre detta serena, affermando a più riprese di aver agito secondo la legge. Il caso era stato sollevato dai socialisti che hanno interpretato come un abuso la scelta dell'allora ministra Lagarde, e la sua decisione di non fare ricorso contro la sentenza, che costerà allo Stato un totale di circa 400 milioni di euro tra risarcimento e interessi.