Panico nelle Borse, Milano sprofonda
di Gigi Furini wMILANO Non è mai successo. Ieri, nel pieno della bufera che travolge le Borse europee, gli scambi sulle piazze finanziarie di Milano, Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona sono stati sospesi, si dice per un guasto tecnico, alle 16,28. Piazza Affari ha infine chiuso la seduta in profondo rosso con un calo del 5,16% dopo un'ultima ora a singhiozzo e 25 minuti di black-out. E' la peggior chiusura da maggio 2010. Listini in caduta libera anche dove i computer hanno retto all'ondata di vendite: Londra -3,43% e Francoforte -3,52%. A un'ora dalla chiusura, pesantissimi gli indici americani con cali superiori al 2%. A Milano molti i titoli sospesi per eccesso di ribasso: la maglia nera a Saipem, ma è crollato il titolo Fiat (- 10,03) e poi Teraris e i bancari. La crisi è generalizzata (il giovedì nero è costato più di 170 miliardi di euro ai mercati azionari europei) ma a Milano va peggio che altrove. Da inizio anno Piazza Affari ha divorato cinquanta miliardi di capitalizzazione. Dunque c'era attesa, ieri mattina, per vedere la prima reazione al discorso di mercoledì di Berlusconi alle Camere. Ebbene, l'illusione è durata lo spazio di un minuto. Alle 9,01 l'indice ha fatto segnare un rimbalzo. Poi sono tornate le vendite. Il bilancio finale è stato tragico, impressionante. A nulla sono valsi gli interventi della Bce che prima ha finanziato le banche, in modo che possano far fronte agli impegni, e poi ha mandato i propri funzionari nelle sale operative con il compito di comprare i bond dei paesi in difficoltà. E' stato un autogol. Dopo l'annuncio-bomba di Trichet sul riavvio del programma di riacquisto, spiegano gli esperti, tutti si aspettavano che l'intervento avrebbe riguardato i titoli italiani e spagnoli. Invece, è poi emerso, gli acquisti si sono limitati a Irlanda e Portogallo, facendo galoppare nuovamente il differenziale tra Bund e Btp. E, infatti, lo spread è salito a 391 punti, con i rendimenti dei titoli di Stato italiani ben sopra il 6 per cento. Negli stessi minuti le banche sono finite sulla graticola in Piazza Affari, "punite" per conservare miliardi di Bot, Btp e Ctz e altro ancora. Titoli che hanno comprato perché convinte che, alla fine, l'Italia, nel senso del Ministero del Tesoro, li rimborserà al valore facciale di 100. Ma se adesso, calcolano gli esperti, quei titoli valgono poco più di 90, allora le banche devono rivedere i loro bilanci? La confusione è massima. L'appello di Berlusconi al termine della riunione con le parti sociali, è stato giudicato malissimo dai mercati. E ad acuire la tensione ha contribuito l'andamento disastroso di Wall Street legato ai timori per un rallentamento della crescita economica americana. Sul mercato mondiale non ha aiutato il crollo, a New York, del prezzo del petrolio (in flessione del 2,15%) sotto i 90 dollari al barile. La frenata dell'economia porterà a un minor bisogno di greggio. Mentre la Spagna cancella l'asta dei titoli di Stato prevista per il 18 agosto, sul piano interno è da registrare la voce che il governo italiano avrebbe accumulato liquidità per 60 miliardi di euro. Esattamente la somma sufficiente a ripagare i titoli di Stato che vanno in scadenza da qui a fine anno. Per questo il governo ha mantenuto in programma le prossime aste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA