Bersani: «Discorso lunare, dimissioni»

di Maria Berlinguer wROMA Un netto no a governi tecnici da parte del Pd e dell'Italia dei valori. Ma Pier Ferdinando Casini chiede di anticipare con un decreto la manovra del 2013-2014 e avverte: solo un governo di armistizio tra i principali partiti può salvare l'Italia. Le opposizioni si presentano in ordine sparso all'appuntamento in aula con il governo. L'affresco della crisi disegnato dai principali leader dell'opposizione è a tinte fosche. Pier Luigi Bersani chiede una svolta politica, descrive un'Italia fortemente impaurita e nei guai, lamenta il crescente distacco tra Paese e Palazzo, parla di una situazione in cui la disperazione sta bruciando lo spirito civico di cui avremmo bisogno per reagire. Signor presidente del consiglio o ha sbagliato discorso o Parlamento: un discorso lunare, siamo in Italia e non si può descrivere la nostra situazione con i tratti di un cielo azzurro e qualche nuvola che spazziamo via. Credo che l'unico merito del suo discorso è di averlo fatto a mercati chiusi. Il segretario del Pd parla dopo l'informativa del premier. Noi abbiamo le nostre proposte, miracoli non se ne fanno ma se siamo arrivati fin qui non le avete azzeccate tutte, ci vorrebbe un po' di autocritica, cosa proponete, andiamo avanti così fino al 2013?. Meglio le elezioni per ridare stabilità, spiega. Noi siamo disposti, di fronte a un passo indietro di chi ci ha portato sin qui, a fare un passo in avanti, ve lo lascio a verbale, altrimenti se non intendete togliere l'impedimento vi prendete la responsabilità voi. Il Pdl invoca Crozza. Solo Gianni Letta ascolta Bersani. Il segretario in serata è più possibilista: Io non escludo nulla, più il governo è nuovo più siamo disposti a ingaggiarci, siamo disposti a prenderci la responsabilità, anche con qualche rischio politico, dice a La7. Parole che sembrano in sintonia con gli appelli di Giorgio Napolitano a una maggiore coesione rilanciati ieri da Sergio Marchionne. Sto con Napolitano, è arrivato il momento della coesione. Non ci possiamo permettere questa confusione: è necessario avere una leadership più forte che ridia credibilità al Paese, dice l'ad di Fiat e Chrysler. Anche tra i democratici non tutti pensano che la soluzione sia il voto anticipato. In questa situazione possiamo fermare il Paese per tre mesi?, si è chiesto Walter Veltroni, sottolineando anche il rischio che con l'attuale legge elettorale dalle urne potrebbe uscire un parlamento simile a quello di oggi. Anche Antonio Di Pietro evoca il presidente della Repubblica e gli chiede di fare come il suo predecessore, Ciampi, ovvero di sciogliere la Camere. C'è una crisi mondiale ma in Italia c'è una crisi nella crisi che si chiama Silvio Berlusconi: è il suo governo che fa scappare gli investitori, attacca il leader dell'Italia dei valori. Sono dell'idea che quando un governo non funziona più bisogna richiedere ai cittadini il voto, ecco quello che chiediamo noi: Napolitano faccia come Ciampi e Scalfaro, sciolga questo Parlamento per farne uno nuovo. Poi tocca a Casini, in Parlamento un anziano rispetto a molti. Non ci rendiamo conto di essere a un passaggio quasi storico, come nel '92-'93, che è stata la fine di una stagione politica, io avverto molte analogie, è la fine di un'epoca cui dobbiamo corrispondere con un supplemento di serietà e responsabilità. Non siamo di fronte a un crepuscolo di qualcuno o di una formula politica: è la fine di un'epoca. Il leader centrista avverte: qui stiamo andando a fondo e abbiamo tutti qualcosa da perdere: abbiamo una manovra spalmata su più anni, chiediamo di anticiparla e il Parlamento dovrà riunirsi al più presto, anche ad agosto per esaminare il decreto dell'esecutivo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA