Sicilia, reintegrato il deputato arrestato
Il deputato del Pd, Gaspare Vitrano, arrestato a marzo con l'accusa di avere intascato una tangente da un imprenditore e poi sospeso per decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri dalla carica di parlamentare regionale, è stato reintegrato all'Assemblea regionale siciliana. Ne ha dato notizia il presidente dell'Ars, Francesco Cascio. Dopo due mesi di detenzione, il Tribunale del Riesame a giugno ha disposto la revoca dei domiciliari imponendo però la misura del divieto di soggiorno in Sicilia. Il gruppo del Pd all'Assemblea regionale siciliana ha sottolineato che il deputato Gaspare Vitrano era stato sospeso dal gruppo e dal partito subito dopo l'arresto con l'accusa di avere intascato tangenti da un imprenditore per un impianto eolico.Cascio ha spiegato che l'Assemblea ha preso atto del pronunciamento del commissario dello Stato, secondo cui il decreto di sospensione della Presidenza del Consiglio non ha più efficacia dal momento che il Tribunale del Riesame ha revocato i domiciliari a Vitrano. La legge stabilisce che un deputato viene sospeso dalle sue funzioni in caso di custodia cautelare in carcere, di arresti domiciliari e di detenzione in luogo di cura: il divieto di dimora in Sicilia, cui è sottoposto al momento il deputato, non prevede la sospensione. Pur vivendo lontano dalla Sicilia, Vitrano può tornare a svolgere le sue funzioni parlamentari. Il reintegro comporta che Salvino Pantuso, deputato supplente dal 10 maggio, lasci lo scranno.