Anticipare la manovra? «Una follia di agosto»

ROMA Mentre sta per lasciare l'emiciclo alla conclusione del dibattito sul suo intervento, Berlusconi si ferma, torna indietro per aspettare che Gianfranco Fini finisca di pronunciare le parole di rito che chiudono la seduta. Poi si avvicina al presidente della Camera, gli stringe la mano e gli augura buone vacanze. Le Camere torneranno al lavoro il 6 settembre. Ma per il governo continua un agosto bollente sul crinale della crisi. Non è infatti esclusa, è la voce che circola, una nuova riunione del consiglio dei ministri per la prossima settimana. All'ordine del giorno un possibile anticipo, se necessario, delle misure contenute nel piano triennale di rientro. Se ne sarebbe accennato nella riunione di ieri mattina, tanto che il ministro Galan aveva parlato di penultimo Cdm. E' la stessa richiesta avanzata ieri in aula dal leader Udc, Casini. In serata, fonti del governo hanno seccamente smentito, definendo l'ipotesi di anticipo della manovra una follia d'agosto. Sta di fatto che i parlamentari Pdl sono stati allertati (ma non precettati, ha precisato La Russa), pronti nell'emergenza a rientrare a Roma. Intanto c'è lo scoglio delle parti sociali, che stamane incontreranno il governo e, nel pomeriggio, le opposizioni. Il premier metterà sul tavolo un piano immediato per lo sviluppo, e la disponibilità ad una collaborazione per stabilità, crescita e coesione sociale. Discorso deludente, senza proposte, e che divide quando accenna allo Statuto dei lavori: Se queste sono le premesse - avverte la leader della Cgil - il confronto con le parti sociali parte con il piede sbagliato. Imprese, banche e sindacati puntano a presentarsi con un fronte compatto, una sola voce per un ampio ventaglio di sigle, da Confindustria all'Abi, a Pmi, Commercio, Coop e imprenditori agricoli; con Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Pronte a fare fronte comune, ma ribadiranno anche che servono interventi subito, che il tempo è scaduto, che l'impegno del Governo deve tradursi in misure immediate ed efficaci per la crescita e la riforma del fisco. Per preparare il terreno della giornata parlamentare e in vista dell'incontro di oggi a palazzo Chigi, ieri mattina è arrivata una pioggia di miliardi per le infrastrutture, in particolare del Mezzogiorno. Il Cipe ha infatti dato il via libera al piano per il Sud e approvato una serie di importanti progetti, tra cui quello preliminare della Tav Torino-Lione e quello definitivo della Tangenziale est esterna di Milano. Interventi per un totale di 9 miliardi. Il piano per il Sud, in particolare, vede lo sblocco di 7,4 miliardi. Ma sarà davvero una svolta? Per i sindacati l'utilità effettiva delle decisioni del Cipe sarà tale solo se si renderanno immediatamente disponibili le risorse annunciate.