Cravino, ora l'università deve pagare per le sue aule

Nove immobili in vendita con asta pubblica. L'università mette in vendita 3 appartamenti in piazza Dante (civico numero 3, piano terra e primo e terzo piano) da 150 a 300 metri quadrati e due box nello stesso palazzo. Poi due negozi in piazza Guidi al numero 23 (un'erboristeria e un parrucchiere) entrambi occupati e due appartamenti a Milano, uno in via Donatello (135 metri quadri, circa 400mila euro) e uno in viale Brianza (147 metri quadri, circa 380mila euro). Le richieste per partecipare all'asta vanno mandate entro il 23 settembre e l'asta si terrà poi il 26 settembre. di Marianna Bruschi wPAVIA L'università deve comprare le aule in un edificio di sua proprietà. E per fare questo deve cercare di vendere degli appartamenti tra Pavia e Milano, perché di soldi a disposizione non ce ne sono. E' il risultato della burocrazia che sta alle spalle dei project financing, le operazioni finanziarie tra pubblico e privato oggi sempre più di moda. Il caso è quello del campus al Cravino. Il progetto in questione è quello delle piscine. Il privato - in questo caso la società Unigest, dello studio Pacchiarotti - ha realizzato l'opera e ne ha la concessione per trent'anni. L'università ha la nuda proprietà dell'immobile e diventerà gestore alla scadenza dell'accordo. Una tipologia utilizzata dagli enti pubblici per realizzare progetti per i quali non avrebbero le immediate risorse finanziarie. Esattamente come il bando (però andato deserto) del Comune di Pavia per la multisala in viale Oberdan. Il tipo di finanziamento alla base è lo stesso. Le piscine, coperte e scoperte, la palestra e da settembre il centro benessere, sono le parti più conosciute del progetto Campus che però prevedeva anche la costruzione di aule didattiche proprio per l'università. L'ateneo adesso ha bisogno di altri spazi e dovrà pagare la società per acquisire il diritto all'uso di tre aule. In pratica riscattando in anticipo, rispetto ai tren'anni, i diritti su queste tre aule da mille metri quadrati. Nel 2007 avevamo acquisito cinque aule da destinare agli studenti di Scienze motorie, un blocco di circa 700 metri quadrati – spiega Carlo Ciaponi, preside di Ingegneria e delegato del rettore per l'edilizia – Ci sono altre tre aule che invece non avevamo acquisito. Sono di nostra proprietà, ma il diritto d'uso è del concessionario. Per acquisire questo diritto l'università deve pagare circa un milione di euro, un prezzo valutato in base ai prezzi usati per le altre aule. I mille metri quadrati servono per dare aule ai nuovi studenti. A settembre il corso di Medicina in inglese sarà al suo secondo anno di attivazione, quindi con un centinaio di nuovi studenti, poi ci sono facoltà con problemi cronici di spazio, come Farmacia. Ma i soldi non li abbiamo, spiega Ciaponi. Per questo l'ultimo consiglio di amministrazione prima delle vacanze estive ha approvato una soluzione. L'ateneo metterà all'asta nove immobili (valore circa tre milioni di euro). Se l'asta andrà a buon fine questi soldi saranno usati per "riscattare" le aule. E per interventi di edilizia – aggiunge Ciaponi – Se l'asta non dovesse andare a buon fine, il concessionario si impegna a comprare due degli appartamenti al prezzo a base d'asta.