Accorciare le ferie? I deputati non ci stanno

di Maria Berlinguer wROMA Altro che Campus agostano sull'economia. Neanche la crisi è sufficiente ad accorciare le vacanze dei deputati che andranno in ferie per oltre un mese. Montecitorio chiuderà i battenti oggi pomeriggio, dopo il dibattito sull'informativa di Silvio Berlusconi, e li riaprirà il 12 settembre. Non è passata la proposta del Pd di anticipare al 5 settembre la ripresa dei lavori per dare un segnale doveroso al Paese. La conferenza dei capigruppo ha stabilito di non modificare il calendario rispetto alla prassi degli anni scorsi. La decisione è il frutto di una valutazione seria, assicura Fabrizio Cicchitto capogruppo del Pdl a Montecitorio, dal momento che la prima settimana di settembre circa un centinaio di parlamentari faranno un pellegrinaggio in Terra Santa. Fa discutere intanto il no di Gianfranco Fini alla proposta dell'Italia dei valori di abolire i vitalizi dei parlamentari. Il presidente della Camera ha giudicato inammissibile l'ordine del giorno di Idv perché i diritti acquisiti sono tutelati dalla Consulta, scatenando la reazione del partito di Di Pietro che con Donadi denuncia: evitati risparmi per circa 100 milioni di euro. Fini ha precisato che il no all'ordine del giorno prescinde completamente da ogni giudizio di merito, ricordando che la Consulta stabilisce che non possono essere intaccati i diritti acquisiti che sono comprimibili in quanto tali solo per esigenze inderogabili e nel rispetto dei principi di ragionevolezza, temporaneità e proporzionalità. E' questo il caso dei tagli del 5,10% disposto sui vitalizi di maggiore entità nella mini manovra per ridurre i costi della politica che porterà a un risparmio per 270 milioni di euro. Ma sono ammissibili solo ordini del giorno diretti a promuovere una disciplina per il futuro. Fini ha dunque invitato l'Italia dei valori a modificare il suo testo, cancellando la parola impegna con invita a valutare e approfondire, sottolineando che l'indennità parlamentare è rimessa alla legge dalla Costituzione.Le spiegazioni di Fini non hanno affatto convinto Massimo Donadi. Per il capogruppo Idv la decisione di Fini, condivisa da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione si tratta di una scelta gravissima: non chiedevamo l'azzeramento delle pensioni per i deputati ma l'abolizione del vitalizio, sostituendolo con una erogazione da parte dell'Inps. Donadi ha anticipato il voto contrario del suo gruppo al bilancio della Camera. Il bilancio è passato con 474 sì e 27 no. Il documento varato prevede tagli per 150 milioni in tre anni. Hanno votato no Idv e radicali che denunciano la scarsa trasparenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA