Famiglie in crisi Si possono rinegoziare tutte le rate

PAVIA Mutui e famiglie in crisi. La rinegoziazione del mutuo variabile diventa un obbligo per le banche. Una disposizione della Legge sviluppo obbliga, infatti, le banche a concedere la rinegoziazione alle famiglie con un Isee non superiore ai 35mila euro. I mutui debbono avere un importo non superiore ai 200mila euro, con tasso e rata variabile per tutta la durata del contratto (sono quindi esclusi i prestiti a rata costante o a tasso misto). La norma non fa differenza tra prima e seconda casa, e si può trattare sia di mutui di acquisto che di mutui per la ristrutturazione. Il tasso per il mutuo rinegoziato è fissato dalla legge. Le banche, infatti, sono tenute ad applicare un tasso annuo nominale fisso non superiore al tasso che si ottiene in base al minore tra l'Irs in euro a 10 anni e l'Irs in euro di durata pari alla durata residua del mutuo L'Irs a 10 anni, ad esempio, è pari attualmente al 3,41%, il che significa che anche applicando lo spread si può avere un tasso fisso di poco superiore al 4%. La legge prevede, inoltre, la possibilità di ridefinire il nuovo mutuo in base alle proprie esigenze. Tasso a parte, infatti, il cliente ha il diritto di scegliere se applicare il tasso fisso per tutta la durata residua del mutuo o solo per un periodo. Possibile inoltre allungare il piano di rimborso del mutuo per un periodo massimo di cinque anni, purché la durata residua del mutuo all'atto della rinegoziazione non diventi superiore a 25 anni.