Sesso in auto, mai in centro e spogliarsi è un reato

ROMA I costumi degli italiani sono cambiati, questo è vero: tuttavia, anche nel 2011, rimangono valide le tradizionali linee guida per le coppiette che - per passione improvvisa o per mancanza di alternative - decidono di fare sesso in macchina. Scegliere una via fuorimano e denudarsi il meno possibile, si conferma ancora come l'abc dell'amplesso automobilistico per chi vuole evitare, o almeno contenere, i guai con la giustizia. Da intendersi come effettivo rischio carcere. Lo sottolinea la Cassazione che ha detto no alla condanna light - una multa e via - con la quale una coppia della provincia di Biella chiedevano che fosse condonato lo slancio erotico consumato in auto su una pubblica piazza. Francesco ed Erika, quel momento lì, avevano scelto di viverlo alla grande, senza freni inibitori, scegliendo pure una "location" centrale - incuranti dei lampioni e del possibile passaggio di persone nonostante l'ora notturna - e spogliandosi completamente. I supremi giudici, però, non hanno chiuso un occhio e hanno confermato il verdetto severo con annessa reclusione. La Suprema Corte ha, infatti, respinto la linea difensiva che aspirava a un declassamento del reato. Ma quali atti osceni, hanno sostenuto Francesco ed Erika intimoriti dalla condanna (oscilla tra i tre mesi e i tre anni di carcere ma e l' entità effettiva non è riportata nella sentenza). Tutt'al più, atti contrari alla pubblica decenza. Reato che perdona le intemperanze con una oblazione di 206 euro; un mese di arresto se proprio va male. Niente da fare. Ad avviso della Cassazione, la nostra moralità sessuale, in questi anni, è cambiata seguendo la naturale evoluzione dei costumi: ma non è del tutto venuta meno e continua a sentirsi offesa dalle gesta di una coppia come questa. La distinzione tra atti osceni e atti contrari alla pubblica decenza, spiegano i supremi giudici, pur assumendo profili meno netti in ragione della naturale evoluzione dei costumi, non può ritenersi del tutto eliminata.