Bce incerta sui tassi, forse li tiene fermi

Dilemma per la Bce da qui a fine anno: se per giovedì, data della prossima riunione del Consiglio direttivo a Francoforte, non sono previste mosse di politica monetaria dopo gli aumenti, di 25 punti base ciascuno, decisi in aprile e in luglio, la rotta da qui a fine 2011 appare non più scontata. Fino a poche settimane fa gli analisti erano quasi concordi nel prevedere un nuovo aumento, sempre di un quarto di punto, del costo del denaro dell'Eurozona (ora all'1,5%) a ottobre o, al più tardi a dicembre, ma ora il panorama si è fatto molto più confuso: non mancano, infatti, gli esperti secondo i quali la Bce resterà ferma per tutto il 2011 per poi procedere ad aumenti graduali fino al 2,25% a fine 2012. A pesare sulle future decisioni della Bce sono le ombre di un rallentamento congiunturale più pesante del previsto nell'Eurozona, il continuo emergere di nuovi problemi sul debito sovrano su entrambi i lati dell'Atlantico e le incertezze sulla riuscita del nuovo piano di aiuti da 160 miliardi concordato in luglio per la Grecia. A questo si aggiunge il calo segnato a sorpresa dall'inflazione, scesa a luglio al 2,5% annuo, un minimo da febbraio, dal 2,7% di giugno e contro attese di un tasso invariato.