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BRONI, AMIANTO La discarica c'è già si chiama Fibronit nIntervengo sulla questione riguardante una fantomatica discarica di amianto a Broni, che sta assumendo toni ingiustificati. Il referendum promosso da Broni per il futuro è una presa in giro e invito i cittadini a riflettere prima di firmare. Avrebbe avuto un qualche senso se si fosse presentato un ventaglio di ipotesi tra cui scegliere, ma ribadire uno scontato no ad una mera ipotesi, senza avere davanti progetti concreti e relativi studi medico-scientifici non aiuta di certo a togliere l'amianto dai tetti delle nostre case e a liberarci dalla minaccia dormiente della ex Fibronit. Ad oggi l'unico documento ufficiale è il piano provinciale dei rifiuti, che prevede un generico sito di smaltimento senza indicare dove. I siti di smaltimento ed i luoghi dove realizzarli li deve infatti programmare la Provincia, anche sulla base del censimento, ancora in corso, del quantitativo di amianto presente nei comuni, mentre l'autorizzazione all'esercizio dei siti di smaltimento è di esclusiva competenza regionale. Ovviamente al momento opportuno il territorio dirà la sua. Ed a questo proposito che i sindaci di 15 comuni dell'Oltrepo orientale avevano deciso di commissionare alla Broni-Stradella Spa, attraverso il comune di Broni, uno studio preliminare morfologico sull'Oltrepo. Ma nessuna decisione fino ad oggi è stata assunta sulla localizzazione è stata presa. Dobbiamo invece decidere tutti insieme. Non possiamo permetterci il lusso di dividerci rischiando di accumulare pericolosi ritardi rispetto alla bonifica e allo smaltimento. La Lega Nord, invece, propone di spedire in altri comuni l'amianto di Broni. La deve smettere di illudere i cittadini con proposte irrealizzabili: non ci sarà nessuno che prenderà il nostro amianto e lo farà sparire. L'unico sito di smaltimento funzionante in Lombardia è esaurito e nussun paese straniero si farà carico del nostro, nemmeno la Germania, che lo ha fatto fino a qualche mese fa, e che da novembre ha detto basta perchè deve pensare a smaltire il suo. Occorre guardarci attorno per capire come realtà simili alla nostra (vedi ad esempio Casale Monferrato) hanno vinto la propria battaglia, occorre basarsi su accurati studi tecnici, medici e scientifici. Meglio allora cento volte una discarica sicura, rigorosamente monitorata e gestita dal pubblico (Regione, Provincia, Comune o Asl che sia) distante dai centri abitati, proporzionata ai bisogni del territorio, che si sarebbe dovuta fare almeno 15 anni fa, perchè purtroppo a Broni la discarica c'è già, ed è pure a cielo aperto: si chiama ex Fibronit. Antonio Bagnoli Movimento Forza Broni PAVIA, UNIVERSITA' Ai nuovi dipartimenti non serve l'autarchia nNell'ambito della riforma Gelmini delle Università, ai nuovi Dipartimenti, di dimensioni più grandi rispetto alle attuali, sono attribuite sia le funzioni scientifiche sia quelle didattiche. Inoltre, l'afferenza dei docenti ai Dipartimenti deve avvenire in base all'appartenenza a settori scientifico-disciplinari omogenei. Queste due disposizioni della legge sembrano in contraddizione: l'attività didattica è per sua stessa natura interdisciplinare, di fatto non esiste percorso di studio disciplinarmente omogeneo. Il chimico non studia solo chimica ma deve saper di matematica, fisica, biochimica, e non solo. Il filosofo non studia solo filosofia ma deve saper di letteratura, storia, sociologia, e non solo. E questo vale per qualunque percorso di studio. Come risolve questa contraddizione la legge? Prevedendo la possibilità di strutture intermedie, le nuove Facoltà o Scuole, che sono preposte a coordinare l'utilizzo dei docenti là dove servono e quindi anche al di fuori del Dipartimento di afferenza. Per trent'anni, dall'ultima importante riforma dell'architettura universitaria, attuata nel 1980, che aveva istituito i Dipartimenti affidando loro le funzioni inerenti la ricerca e lasciando le funzioni didattiche in capo alle vecchie Facoltà, le une e gli altri hanno fattivamente collaborato. Pur con la profonda revisione delle competenze che la legge Gelmini prevede, cosa impedisce che le nuove Facoltà ed i nuovi Dipartimenti possano interagire con lo stesso spirito collaborativo delle vecchie strutture? Esiste un'alternativa alla collaborazione? Qualcuno, nella fase di preparazione e poi di approvazione del nuovo Statuto dell'Università di Pavia, l'ha vista nella cosiddetta "autarchia". Dipartimenti, cioè, che hanno al loro interno tutti i docenti necessari ad erogare gli insegnamenti previsti dai corsi di studio di loro competenza e possono quindi fare a meno delle Facoltà. Ma l'autarchia è un concetto che la grande Storia ha condannato da decenni e che contraddice la storia plurisecolare del nostro Ateneo fondato sulla multidisciplinarietà e sulla interdisciplinarietà. Lucio Toma, preside facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali PAVIA, TASSE Cerchiamo di far meglio spendendo meno nGentile direttore, voglio intervenire non tanto perché il nostro quotidiano abbia aperto la prima pagina con il titolo "Comune, tasse in crescita", bensì perché credo sia necessario un maggiore approfondimento. Dappertutto, causa tagli e mancanza di risorse, sono state aumentate le tasse mentre da due anni e mezzo a Pavia non lo abbiamo mai fatto. A Milano il nuovo sindaco Pisapia ha impiegato meno di due mesi per aumentare sensibilmente le tasse e nella stessa direzione vanno alcune tra le prime decisioni della nuova giunta provinciale targata Bosone. A Pavia, invece, a parte un ipotetico aumento dell'Irpef in un futuro nemmeno tanto prossimo, in due anni e mezzo non abbiamo preso alcuna decisione che andasse a pesare sulle tasche dei cittadini. Il nostro motto continua a essere "fare meglio spendendo meno": non è facile, noi ci proviamo e cerchiamo di farlo concretamente. L'anno scorso abbiamo chiesto un importante sacrificio ad Asm, riducendo il nostro contributo di 800mila euro; abbiamo affrontato la questione trasporto pubblico, dopo i drastici tagli, con qualche sacrificio ma nell'ottica di un servizio che vada incontro alle esigenze della città; stiamo cercando di valorizzare al meglio i dipendenti dell'ente bloccando ulteriori assunzioni, abbiamo risparmiato circa 700mila euro dopo i tagli e i sacrifici che ogni settore e ogni assessorato ha fatto, abbiamo diminuito il numero dei dirigenti e stiamo provvedendo alla riorganizzazione della macchina comunale. Sono solo alcuni esempi di gestione oculata delle risorse comunali che ci ha permesso di non incidere sulle tasche dei cittadini. E, nonostante questo, siamo riusciti a investire e a programmare come da tempo non si vedeva a Pavia, partendo dai cantieri sulle strade e nelle piazze fino ad arrivare alla raccolta differenziata porta a porta. Credo che, alla luce di ciò che succede in altri enti, l'atteggiamento del Comune di Pavia per quanto riguarda il rapporto tagli/aumento (che a Pavia non c'è stato) della pressione fiscale/risultati ottenuti sia quantomeno da sottolineare positivamente. Marco Galandra assessore al bilancio DIRITTI SIAE Macchè usura, canone applicato da decenni nIn risposta alla lettera della sig.ra Fabrizia Scipioni, Interessi da usura per un televisore, pubblicato il 22 luglio. In premessa, giova ricordare che la Siae agisce sulla base di accordi con le associazioni nazionali di categoria. Anche per il citato pagamento di 140 euro (si suppone al netto di Iva) e che corrisponderebbe ad un pubblico esercizio fino a 100 mq, le penalità che l'ente applica per il pagamento fino a due mesi di tempo oltre la data di scadenza prefissata (in genere il 28 febbraio di ogni anno), sono pari al 5% fino al 15° giorno di ritardo, al 10% dal 16° al 60° giorno, al 50% oltre il 60° giorno rispetto al richiamato termine del 28 febbraio. I numeri dati dalla lettrice non corrispondono ad alcun conteggio ipotizzabile, nè è dato sapere su quali altre possibili parametri tale risultato possa scaturire. La correttezza delle tariffe applicate, in vigore da qualche decennio, ovvero del comportamento tenuto dalla Siae, potranno essere oggetto di ulteriore analisi da parte dell'autrice dell'addebito, direttamente presso gli uffici Siae di Stradella o direttamente presso questa direzione di se, che sono a completa disposizione dell'utenza per qualunque chiarimento. Siae Milano POLITICA Un'opera buffa ministeri a Monza nSi potrebbe chiamare opera buffa quello che la sera di venerdì si è visto al telegiornale. Il ministro dell'Economia, assieme all'intellettuale capo della Lega Nord, in compagnia della ministra Brambilla, alla villa Reale di Monza hanno inaugurato un distaccamento di alcuni ministeri. La pagliacciata è veramente grande se si pensa alla inutilità di questi uffici. Non la ritengo una pagliacciata invece se penso al costo di questa trovata, fatta dal governo Berlusconi per accontentare la Lega. Mi chiedo se questi uffici abbiano un costo di affitto, se il personale addetto siano volontari leghisti oppure se verrà indetto un regolare concorso per impiegati e fattorini e con quale inquadramento saranno eventualmente assunti e da chi saranno pagati. La coerenza del ministro dell'Economia mi sembra davvero ballerina se prima dice che il debito pubblico è stratosferico e che bisogna tagliare in ogni settore, pardon, tranne quello politico, e mettere tante tasse ai cittadini per ridurre il deficit, per altro verso sperpera denaro pubblico, con il sorriso sulle labbra, per una iniziativa di cui dovrebbe prima di tutto spiegare agli italiani l'utilità. Giuseppe Lanfranchi