Esame per gli immigrati

ROMA Un percorso formativo di due anni per apprendere la lingua italiana e conoscere l'organizzazione delle Istituzioni, con un "esame" al termine del quale lo straniero o ottiene il permesso di soggiorno o viene espulso. È il senso dell'Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato, approvato ieri dal Consiglio dei ministri. I destinatari dell'accordo, che ha una durata di due anni, sono tutti gli stranieri dai 16 anni in su che entrano in Italia per la prima volta e chiedono un permesso di soggiorno superiore ad un anno. Accettando l'accordo il cittadino straniero si impegna a svolgere alcune attività come acquisire la conoscenza di base della lingua italiana parlata e una sufficiente conoscenza dell'organizzazione delle istituzioni e della vita civile in Italia. Per lo straniero è inoltre obbligatorio rispettare i principi della Carta dei valori. Sedici sono i crediti iniziali, che possono essere incrementati attraverso l'acquisizione di altre conoscenze o attraverso lo svolgimento di determinate attività. Ma i crediti possono essere anche decurtati in caso di condanne o illeciti. Un mese prima della scadenza del biennio c'è una verifica: se si raggiungono i 30 crediti viene concesso il permesso di soggiorno. Se invece i crediti ottenuti vanno da 16 a 30 si viene "rimandati": l'accordo viene cioè prorogato di un anno. Se i crediti sono invece pari o inferiori a zero lo Stato risolve l'accordo e per lo straniero scatta l'espulsione.