IL CASO»ASSISTENZA ALLA TERZA ETA'
No alle badanti in nero. E' il senso del progetto promosso dal Comune con risorse stanziate da Regione Lombardia. Progetto a cui oggi hanno aderito solamente 11 persone. Poche se si considera che a Vigevano gli ultra 65enni sono circa 20mila (un terzo del totale della popolazione residente) e si contano 6mila anziani che vivono soli. In pratica l'ufficio Servizi sociali riconosce un buono mensile da 250, 300, 400 euro ai redditi Isee non superiori ai 30mila euro. I Servizi sociali sono comunque a disposizione per dare indicazioni sui nominativi delle badanti da poter contattare – precisa l'assessore ai Servizi sociali Andrea Ceffa – Evitate il fai da te al parco, non è sicuramente il metodo migliore. Anzi. Il bonus è un incentivo a mettere in regola l'assistente familiare. Per averne diritto bisogna dimostrare di aver firmato regolare contratto di assunzione, aperta la posizione Inps e versati i contributi. Beneficiari, utenti con invalidità al 100%. Oltre al bonus, il progetto prevede l'assistenza di 20 ore l'anno di un Asa inviato a domicilio dal municipio. di Simona Bombonato wVIGEVANO Badanti reclutate al parco Parri. Chi ha bisogno sa di trovarle lì tutti i giorni nella loro pausa pranzo tra l'una e le 4 del pomeriggio oppure la domenica, quando hanno la giornata libera. Succede così. I familiari e spesso gli stessi anziani cercano l'assistente domiciliare senza passare dai canali di reclutamento istituzionali, come per esempio i Servizi sociali, che non possiedono un albo vero e proprio ma possono indirizzare, tengono a precisare in municipio. La domanda incontra direttamente l'offerta perchè nulla è più rapido e le necessità degli anziani malati e soli poco compatibili con i tempi della burocrazia. Niente di più vero nel caso del parco Parri, vicino alle panchine all'ombra dei platani. O in viale Sforza, all'uscita dei giardini: altre panchine lungo il marciapiedi in fianco all'edicola che nel primo pomeriggio diventano il luogo di ritrovo delle straniere che curano gli anziani 24 ore al giorno. A Vigevano sono un migliaio. La loro casa è quella degli assistiti, perciò nel primo pomeriggio mangiano un panino all'aperto con le colleghe, sempre e solo connazionali. Sono divise per gruppi: Ucraina, Moldavia, Romania (le panchine più affollate), poi Albania, Ecuador, Perù. Ieri pomeriggio, alle 3, a percorrere via del Popolo verso piazza Ducale si vedeva l'ondata delle badanti che hanno la pausa appena dopo mezzogiorno. Al parco Parri, la seconda ondata di quelle con libero il primo pomeriggio, invece. In fianco al chiosco, di fronte all'ingresso lato corso Garibaldi, il primo gruppetto. Sono bastate tre parole per catturarne l'attenzione: Cerco una badante. Margherita, 49 anni, è intervenuta per prima. Vigevano, dove è arrivata cinque anni fa, la conosce bene. Io sono una badante e anche loro. Siamo rumene. Con Margherita c'era Michela, 36 anni, in città da tre e Flori, 26 anni, ancora digiuna di italiano. Lei è appena arrivata, hanno spiegato le amiche. Che siano gli anziani ad andarle a cercare al Parri lo sanno bene. Un dato di fatto, succede d'abitudine. Noi lavoriamo già, ma c'è sempre un'amica che magari può occuparsi di altri anziani che stanno cercando, ha proseguito Margherita. O vengono ai giardini o le persone che seguiamo ci chiedono se conosciamo altre badanti per altre persone. La parola corre. Il nostro lavoro funziona così. Anche se, è intervenuta Michela, c'è meno richiesta di prima perchè ormai siamo tante. I guadagni per le fortunate in regola vanno dalle 800 a 1000-1200 euro. A.T, commerciante di Vigevano, ha affidato la mamma gravemente malata a una ragazza originaria dell'Ucraina. Vive con lei. Noi l'abbiamo messa in regola e sono costi: 700 euro di contributi ogni tre mesi, vitto, alloggio. Non ha prezzo il lavoro che fanno, ma a conti fatti si capisce il motivo per cui tanti preferiscano tenerle in nero. Maria ha 80 anni. L'anno scorso ha perso il marito malato di Alzheimer dopo un lungo periodo in cui non è più stato autosufficiente: Mi dava una mano una ragazza che mi ha chiesto 2000 quando è peggiorato. Ho accettato perchè non sapevo a chi altri rivolgermi.