Apprendistato, contratto a tempo indeterminato
ROMA Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma del contratto di apprendistato bruciando le tappe: la prima bozza del testo, infatti, era stata presentata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ai primi di maggio. L'obiettivo iniziale, quello di arrivare a rendere operativo il nuovo strumento prima della pausa estiva è stato centrato in pieno, grazie a un decreto che ha visto tutti d'accordo, anche la Cgil, da prima scettica. Resta invece l'opposizione di Confcommercio, che lamenta una discriminazione per il settore del terziario. Il testo approvato dal Cdm in via definitiva propone quattro tipi di apprendistato, a differenza delle ultime versioni del decreto legislativo che ne proponevano tre. La quarta ipotesi prevede l'utilizzo del contratto di apprendistato per la riqualificazione di lavoratori in mobilità espulsi da processi produttivi. Quanto al primo livello, Sacconi ha sottolineato che da ora è utilizzabile non solo per i minorenni ma anche per gli under 25. Tuttavia il lavoro non è finito: Sacconi auspica che si arrivi nei primi giorni della ripresa di settembre all'accordo con Regioni e parti sociali sulle linee guida sull'uso dei tirocini, il cui abuso, ha spiegato il ministro ha cannibalizzato l'apprendistato. Inoltre, si cerca un avviso comune con le parti sociali anche su collaborazioni e partite iva a mono committenza. Il governo ha espresso soddisfazione per il via libera al testo unico. Il ministro del Lavoro ha sottolineato l'importanza di uno strumento che dovrebbe diventare il contratto tipico per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Sacconi ha tenuto sopratutto a precisare che si tratta di un contratto a tempo indeterminato, nel silenzio delle parti prosegue indefinitivamente oltre il momento del contenuto formativo. Secondo Unioncamere su 162mila assunzioni totali programmate dalle imprese dell'industria e dei servizi tra luglio e settembre di quest'anno, saranno quasi 9mila quelle che comporteranno un contratto di apprendistato. Il contratto di apprendistato può dunque rappresentare fino all'11,3% delle assunzioni totali programmate per i giovani con meno di 30 anni. Il maggior numero di apprendisti verrà scelto tra i giovani di 25-29 anni (oltre 4.800 le assunzioni previste in questo caso), mentre i ragazzi con meno di 24 anni potrebbero essere interessati da quasi 2.500 assunzioni.