Volano i tassi dei Btp Italia sempre nel mirino

di Andrea Di Stefano wMILANO Tassi ancora in aumento nelle aste del Tesoro e il ministro è tornato a sottolineare che si tratta di un attacco non al nostro Paese ma all'Europa stessa. È una questione europea che in questo momento si confronta con il dollaro e tutto va visto nell'insieme, dice Giulio Tremonti commentando le turbolenze sui mercati. Come Europa abbiamo gestito la Grecia in modo complicato e ci abbiamo messo mesi per coinvolgere il Fondo Monetario, ha continuato il ministro ricordando di avere nei mesi scorsi illustrato la crisi con l'immagine del videogame con i mostri che appaiono e vengono battuti solo per vederne arrivare altri. Lo spirito europeo era comune e positivo e sintesi di due pilastri: riduzione dei debiti e veicolo per interventi sull'area di crisi e solo il vertice recente ha ripreso lo spirito di maggio, ha concluso Tremonti. Parole che forse hanno contribuito a rasserenare la Borsa di Milano, che ha chiuso la seduta in leggero recupero (+0,34%) diventando la migliore in Europa nonostante il tonfo di Finmeccanica, ma non hanno potuto tamponare un'altra giornata di fuoco per i titoli di Stato italiani, con lo spread balzato a oltre 330 punti e i tassi decennali in asta ai massimi dal 2000. Come sottolineato dallo stesso Tremonti è il mercato del debito europeo a soffrire: lo spread dei titoli spagnoli ha sfondato i 350 punti, Irlanda e Portogallo viaggiano sopra gli 800, l'euro è finito sotto 1,43 dollari. Ma l'Italia - che pure si tiene a distanza di sicurezza dai Paesi europei che hanno ricevuto il salvataggio - è al centro dell'attenzione dei mercati. Sia per le dimensioni ingenti del suo debito pubblico, che ne fanno un bastione di difesa della moneta unica sia per i timori contingenti riguardanti la stabilità politica del Paese. Il risultato: movimenti speculativi e molti investitori che si allontanano, con lo 'spread' sul Btp a dieci anni oggi a 337, un soffio dai 350 punti segnati le corse settimane che rappresentano il massimo da quando esiste l'euro. È in questo contesto che si è svolta l'asta sui titoli italiani, attesissima dopo che ieri il Financial Times ha scritto che Deutsche Bank ha ridotto a meno di un miliardo di euro i titoli di Stato italiani nel suo portafoglio, dagli otto miliardi di poco tempo fa. Una scelta - ragiona l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi - che mi ha sconvolto, vuol dire che è la fine di ogni legame di solidarietà. Il Tesoro ha faticato a collocare i quasi otto miliardi di titoli venduti nell'asta di oggi. Ma è riuscito comunque ad avvicinarsi molto alla parte alta del range obiettivo compreso fra 5,5 e 8,5 miliardi. Per convincere gli investitori, però, via XX Settembre ha dovuto concedere rendimenti ai massimi dal febbraio 2000 sul Btp settembre 2021: il tasso ha raggiunto un oneroso 5,77% e i 100 milioni di riapertura riservata alle banche hanno ricevuto zero offerte. Ai massimi dal luglio 2008 il rendimento del nuovo Btp a tre anni (4,8%). Il Cct 2018 indicizzato all'Euribor è salito al 4,65%, il 2015 al 4,58%. Di certo l'asta si è svolta fra numerose difficoltà: l'impasse sul debito americano va ancora avanti, e i mercati sono sempre più convinti che sulla Grecia il vertice Ue abbia sì fatto un passo avanti, ma non una svolta. A sostenere la Borsa ha contribuito la vocedi acquisti di carta italiana e spagnola da parte della Bce. ©RIPRODUZIONE RISERVATA