Da Cilavegna alla Mongolia su una Panda
CILAVEGNA Da Cilavegna a Ulan Bator per aiutare i bambini della Mongolia. Uno spericolato viaggio lungo 20mila chilometri su una Panda del 2002 ribattezzata Pol Royce per via del pollo sul cofano: Luigi Bonaschi, Marco Lino e Paolo D'Agostino, tre 29enni amici dai tempi della scuola elementare, stanno ripercorrendo le orme di Marco Polo per partecipare al Mongol Rally 2011, descritto come la più grande avventura nel mondo. Il gruppo denominato "Dont' stop me now" ha raggiunto Praga, luogo di partenza del viaggio intercontinentale: da qui attraverserà Romania, Grecia, Turchia, Armenia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan e Russia prima di entrare in Mongolia. L'arrivo è previsto fra 15 giorni, anche se gli organizzatori hanno fissato il limite per tagliare il traguardo a metà settembre. L'obiettivo, comunque, non è tagliare il traguardo prima degli altri 500 equipaggi, ma viaggiare in posti sconosciuti e fare beneficenza. La decisione di partire è stata facilitata dal fatto che Bonaschi da oltre 25 anni importa mobili di antiquariato dalla Mongolia attraverso la sua azienda, la Ming Maison di viale Industria. Una scelta di cuore, quella di iscriverci a questa gara non competitiva, perché il popolo mongolo è veramente molto ospitale. Il Mongol Rally è una manifestazione a scopo benefico di livello mondiale, nata nel 2001 : ogni squadra partecipante deve raccogliere un minimo di mille sterline da devolvere in beneficenza a organizzazioni che operano sul territorio mongolo . I tre amici lomellini, all'arrivo a Ulan Bator, consegneranno 3.500 sterline (circa 4mila euro), raccolte grazie a sponsor privati. In tutto, il viaggio è costato circa 5mila euro tra automobile e visti: un'agenzia di Vigevano, per esempio, si è occupata della parte assicurativa. Siamo stati in ballo un anno per avere i documenti in regola – rivela Bonaschi – Al rally sono ammesse solo utilitarie di piccola cilindrata: non è previsto alcun tipo di assistenza, né il navigatore satellitare, né alcun meccanico. Noi, per accrescere le incognite dell'avventura, abbiamo deciso di evitare soste in alberghi e ostelli: ci arrangeremo con la tenda. Una volta arrivati a Ulan Bator, i tre lomellini metteranno all'asta la Panda per raccogliere altri fondi da destinare in beneficenza, prima di rientrare in Italia in aereo. Umberto De Agostino