«Niente campi di accoglienza non bastano i posti pubblici» In albergo i 190 nuovi profughi
PAVIA Nessun campo di accoglienza, cerchiamo piccole strutture sul territorio. E' la decisione finale e unanime emersa nel corso dell'ultimo tavolo in Prefettura a proposito dell'emergenza rifugiati. Ne arriveranno nove a settimana fino al 20 di settembre, la provincia di Pavia arriverà ad ospitare 190 profughi dei 20mila lombardi. Ipoteticamente, uno per ogni comune della provincia da ospitare in attesa del verdetto sulla possibilità, per loro che vengono da zone di guerra o carestia, di vedersi riconosciuto lo status di rifugiati. Per gli altri c'è il rimpatrio. Il problema è che di strutture comunali o pubbliche sembra che non ce ne siano. Qualcuno solo nella zona di Voghera, Pavia non ha più disponibilità - Abbiamo messo a punto verifiche a tappeto – spiega il vicario del Prefetto Rinaldo Argentieri – ma non sono state trovate soluzioni. I posti sono molto ridotti, si parla di poche unità. Se non cambia la situazione dovremo proseguire nella strada percorsa finora, ricorrendo alle strutture ricettive. Al momento sono 94 i profughi ospitati inalberghi, la metà da Giannino a San Martino dove i 49, lavoratori in Libia ma provenienti dall'Africa sub sahariana, sono seguiti dall'associazione Contatto, Comune e Protezione civile. La prefettura vuole evitare i grandi assembramenti, a San Martino, dunque, non ne dovrebbero essere ospitati altri nonostante la disponibilità di sindaco e albergatore. Il fatto è che i tempi sono lunghi – spiegano dalla Prefettura –. I primi dovrebbero essere chiamati a Milano tra circa sei mesi per i colloqui e le verifiche. Ma in tutto questo periodo non hanno la possibilità di lavorare in alcun modo, è la legge che lo prevede. I Comuni nel corso del tavolo hanno espresso le loro perplessità davanti alla possibilità di accogliere altri rifugiati, nell'ipotesi che poi si fermino sul territorio. Anche se, al momento, visti i numeri, si tratta idealmente di ospitarne uno per ogni Comune della provincia, la permanenza finanziata dallo stanziamento del ministero.