Montanelli, dieci anni dopo la scomparsa
Il 22 luglio 2001 si spegneva a Milano Indro Montanelli, uomo che non voleva padroni, ma che è stato per una lunga esistenza padrone della parola scritta. Montanelli è stato uno dei maggiori esponenti del giornalismo del Novecento, anche perchè ha sempre esposto alla bacheca della piazza principale le sue più che chiare intenzioni. Personaggio contraddittorio e trasgressivo, all'interlocutore non mancava mai di far notare che aveva sempre ragione. Come assidui lettori, si riconosce in Montanelli quella bravura nel saper individuare pregi e difetti di tutti noi; quasi volesse divulgare un vademecum sul comportamento in una società difficile e intrigante. Nel 1974 si assistè alla nascita della sua più bella creatura, Il Giornale, in un momento difficile, e lo si ricorda convinto nelle sue lotte a sostegno delle sue posizioni sempre fuori e dentro di tutto. Uomo carismatico sempre in lotta con se stesso, mai pago, diede vita vent'anni dopo, nel 1994, ad un altro quotidiano, La voce, ma ormai la sua voce era fuori dal coro, flebile e non durò a lungo. In passato, si ebbe modo di commentare un paio di elzeviri da lui redatti nella rubrica la stanza di Montanelli, con il riscontro scontato di voglio, posso e comando. Nonostante il parere favorevole di un illustre collega, Enzo Biagi, che puntualizzò la bravura e la schiettezza di Montanelli, si fece strada l'idea di quali rapporti abbia avuto con la morale cattolica. I cambiamenti hanno sempre turbato personaggi di primo piano del mondo giornalistico del '900, dove i laici Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, critici e prosatori per eccellenza, del giusto e del vero ebbero anche loro i dubbi che contraddistinguono ogni comune mortale: Chi sono io?, Dio esiste?. A tali domande Montanelli, alla sua veneranda età, deve aver subito delle turbolenze nell'animo, in cerca di Dio, o almeno ha provato la conferma delle sue idee. Non si sa se sia riuscito a sciogliere i dubbi con il Credo, noi lo speriamo. Per il suo 90esimo compleanno, una nazione intera ha formulato gli auguri; a lui che ha sempre denigrato, criticato e trovato ostile l'Italia. Alla fine, come ogni buon italiano, ha usufruito, come tutti noi, di quell'orgoglio, benessere o malessere con pregi e difetti che si contraddistinguono. Montanelli si è sempre dichiarato contrario ad ogni tripudio di popolo, ma non ha mai disdegnato baci e abbracci. Con occhio attento ai cambiamenti politici del nostro Paese, ha saputo, con fine intuizione dialettica, mitigare le ideologie e calzare a proprio vantaggio la partitocrazia, per goderne i benefici. Sono noti pure i suoi capricci, da prima donna, e i vari litigi. Montanelli ha affermato di non essere di parte e lo è stato, ha sostenuto di essere fuori di tutto e poi... non certamente quando affermò di non credere in Dio con la frase: di ciò non sarò io a rispondere a Lui; se c'è, bensì Lui a me. Ora viva in pace, unito al grido di Viva l'Italia, lui che è stato il portabandiera di una giusta politica risorgimentale che ha raccontato in pagine memorabili. *Zeccone