Il killer di Oslo: «Con me altre cellule»
di Fiammetta Cupellaro wROMA Per Anders Behring Breivik, l'autore delle stragi della Norvegia, quei giovani rappresentavano un pericolo per l'Europa. Per questo li ha uccisi. Per la prima volta davanti ad un giudice, ieri il trentaduenne killer di Oslo ha dato la sua farneticante giustificazione della carneficina compiuta sabato sull'isola di Utoya e ha parlato di complici. La strage serviva a stroncare la possibilità di ricambio generazionale del partito laburista accusato di aver tradito la Norvegia. Punito per aver consentito l'immigrazione in massa di musulmani. Ma ieri Anders Breivik ha rischiato di essere linciato dai suoi connazionali. La Norvegia, messa in ginocchio dalla strage, sta vivendo giorni di tensione. La folla che ieri assediava l'esterno del palazzo di giustizia di Oslo ha tentato di bloccare l'auto che trasportava il killer prendendo a pugni i finestrini al grido di assassino. E' dovuta intervenire la polizia per fare passare il blindato. In questa situazione si è tenuta l'udienza preliminare a carico di Breivik avvenuta rigorosamente a porte chiuse, per evitare che mandasse messaggi in codice agli eventuali complici. Il giudice Kim Heger ha disposto fino a otto settimane di custodia cautelare preventiva, di cui quattro in totale isolamento, che termineranno il 26 settembre. L'udienza è durata poco più di trenta minuti, alla fine dei quali Breivik è stato incriminato per atti di terrorismo e l'uccisione di 76 persone: 68 quelle massacrate ad Utoya, 8 nell'attentato nel centro della capitale. In aula il killer ha ammesso le sue responsabilità, ma si è dichiarato non colpevole ribadendo le sue convinzioni ideologiche: L'ho fatto per fermare l'alleanza marxista-leninista. Ha cercato di leggere il suo manifesto politico, ma è stato subito bloccato, come la sua volontà di mostrarsi in pubblico in uniforme. Per la prima volta, dopo aver sostenuto di aver fatto tutto solo, ieri ha parlato dell'esistenza di complici. E' stato il presidente del tribunale di Oslo, Geir Engebretsen a riferire che Breivik ha affermato di aver preparato la strage con l'aiuto di due cellule. I magistrati non hanno voluto fornire ulteriori dettagli su queste rivelazioni, ma hanno confermato che la polizia sta indagando anche in collaborazione con gli investigatori di altri paesi. Intanto emerge che Breivik era già stato segnalato a marzo dalla polizia. Il suo nome figurava in una lista di 50-60 norvegesi che avevano scambiato merci con un negozio di prodotti chimici. Non si era ritenuto di procedere contro di lui, ha spiegato il capo della sicurezza Janne Kristiansen, perchè non c'erano prove sufficienti di colpevolezza. Mentre procede l'inchiesta interna per capire se altri lo hanno aiutato, l'allarme dilaga in tutta Europa. L'agenzia anticrimine delle Ue ha creato una task force per approfondire i possibili legami tra Breivik e i gruppi dell'estrema destra europea. Ieri si era diffusa la notizia di un commerciante di prodotti chimici arrestato a Breslava, in Polonia, da cui si sarebbe fornito Breivik, ma la polizia ha smentito l'arresto confermando comunque gli accertamenti. Anche la Gran Bretagna ha avviato un'inchiesta per far luce su eventuali complicità dopo che nel memoriale del terrorista comparso su internet erano emersi i riferimenti al Regno Unito e un mentore di nome Richard. Ma ieri è stato anche il giorno del cordoglio. A mezzogiorno, la Norvegia intera si è fermata per un minuto di silenzio. Un omaggio alla vittime a cui hanno risposto anche Svezia, Finlandia, Danimarca e Islanda. Tutti i capi di governo hanno invitato alla commemorazione bloccando le attività amministrative. Ad Oslo, il traffico si è fermato così come le persone per la strada. Bloccate per un minuto anche le ferrovie e le contrattazioni della borsa di Oslo. Il premier norvegese Jens Stoltenberg insieme a re Harald e la regina Sonia si sono uniti alla folla davanti all'università di Oslo. Al dolore per la nazione, per la famiglia reale si aggiunge anche un lutto privato. Trond Bernsten, il poliziotto che ha cercato di bloccare Breivik era il fratellastro della principessa Mette Marit. Il killer lo ha freddato all'istante. ©RIPRODUZIONE RISERVATA