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di Natalia Andreani wROMA Ci sono volute quindici ore di lavoro e dieci squadre di vigili del fuoco per domare il violentissimo incendio che alle quattro della scorsa notte è divampato a un passo dai cantieri della stazione di Roma Tiburtina tagliando in due il traffico ferroviario italiano. Le cause, con grande probabilità, sarebbero di origine elettrica. Il gigantesco rogo ha provocato disagi a cascata. Le ripercussioni sulla circolazione dei treni si sono fatte sentire da Nord a Sud poiché quello di Tiburtina è lo scalo dal quale transitano tutti i convogli ad alta velocità che attraversano la penisola. Così, alle quattro del pomeriggio di ieri, su 137 treni a lunga percorrenza diretti a Roma, 24 (il 17,5 per cento) risultavano deviati, 75 regolarmente in viaggio (circa il 54,8 per cento) e 38 soppressi (il 27,7 per cento vale a dire quasi un terzo). Moltissimi treni espressi, hanno poi accumulato ritardi fino 360 minuti. Come il Palermo-Milano arrivato nella capitale lombarda sei ore dopo l'orario previsto. La situazione è andata migliorando in serata quando, smaltita la coda di convogli creatasi nelle prime ore dell'emergenza, Trenitalia è riuscita ad aumentare il numero dei transiti portandolo a quattro treni l'ora. Lo scalo resta comunque chiuso ai passeggeri. I treni non sostano e fino a quando la situazione non sarà tornata alla normalità, ai viaggiatori è consigliato informarsi presso stazioni, numeri verdi e siti internet. Siamo davanti a un brutto incidente che creerà problemi per un mese, ha dichiarato ieri sera il sindaco Gianni Alemanno ringraziando le squadre di soccorso. Il primo obbiettivo è innalzare il livello del servizio, sia per le ferrovie regionali che sulla lunga percorrenza, ha invece detto l'ad di Trenitalia, Mario Moretti, lasciando la stazione in serata. L'incendio non ha riguardato il cantiere della nuova stazione che deve essere consegnata ad ottobre e che, trasformandosi nello snodo tav, è destinata a diventare la prima stazione della capitale. Le fiamme, a quanto sembra, si sono sprigionate da una cabina elettrica della vecchia centrale di controllo che era rimasta fuori appalto proprio per l'importanza strategica che riveste nella circolazione ferroviaria. L'allarme è stato dato alle 4.10 da alcuni dipendenti in servizio notturno presso la sala comandi. E i pompieri ci hanno messo nove minuti ad arrivare sul posto con le prime autobotti. Il lavoro di spegnimento è stato complicatissimo. E non solo per la violenza del rogo alimentato da enormi quantità di guaine in gomma ed altri materiali infiammabili. La viabilità provvisoria ha creato difficoltà di accesso alla zona interessata e per spegnere le fiamme più alte è stato necessario usare dei carri ferroviari con elevatore per gettare l'acqua, ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari. E sul posto, oltre a cinque autobotti e ad un carro schiuma, è stato fatto arrivare dall'aeroporto di Fiumicino anche un mezzo speciale che spara polvere. Le altissime temperature provocate dall'incendio hanno poi messo a dura prova le strutture che per ora, e fino a quando non saranno completati i sopralluoghi, vanno tutte considerate a rischio di crolli. Insomma una situazione abbastanza critica che ha provocato non pochi disagi anche agli abitanti della zona costretti a tenere chiuse porte e finestre per non respirare le enormi quantità di fumi tossici che si sprigionavano ancora ieri pomeriggio. Non solo. Il disastro si è sommato ai disagi già provocati dalla sospensione delle forniture idriche in sei quartieri del quadrante est della città dovuta ai previsti lavori di spostamento di sei sezioni dell'Acquedotto Marcio. L'incubo peggiore l'hanno però vissuto i passeggeri che ieri si sono trovati nell'ingorgo. Moltissime le lamentele per il comportamento di Trenitalia che non avrebbe dato informazioni a chi già si trovava in viaggio e non avrebbe assistito le migliaia di persone imbarcate sui treni a lunga percorrenza. Ci hanno dato solo una bottiglietta d'acqua. Uno schifo. Siamo sfiniti, ha raccontato una signora arrivata a Milano dalla Sicilia con due bambini piccoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA