Angeli in barca

ROMA Nell'inferno di Utoya gli angeli sono arrivati in barca per strappare alla morte decine di ragazzi terrorizzati, atterriti, già nel mirino della follia di Anders Behring Breivik. Lo sparatore aveva appena scatenato la sua crociata di orrore e morte quando Kaspar Llaug, 53 anni, a bordo della sua piccola barca -così come molti altri per lo più in vacanza nella zona- è riuscito a raggiungere l'isolotto per trovarsi davanti l'inimmaginabile: C'erano giovani distesi sulla costa che ci facevano dei segni, erano terrorizzati, tremavano. Ne ho fatti salire a bordo il più alto numero possibile. Solo in quel momento l'uomo ha cominciato a realizzare l'entità di quanto era accaduto, prima di ricevere l'agghiacciante conferma via sms: C'è uno squilibrato che spara all'impazzata, lo informava un amico con un messaggio, mentre elicotteri cominciavano a sorvolare la zona. Erano sotto choc, qualcuno mi ha detto che un poliziotto aveva sparato loro contro, mi hanno chiesto se fossi anche io della polizia. - ha raccontato Kaspar alla Cnn - Li ho portati a riva dall'altra parte, a circa mezzo miglio di distanza, e sono tornato a prenderne altri. Credo di aver fatto tre viaggi. Era chiaro a quel punto che si trattava di una corsa contro il tempo, ma ancora più chiaro lo è stato quando, scorgendo altri giovani che sembravano accovacciati dietro ad uno scoglio, Kaspar ha cominciato a urlare e agitare le braccia per attirare la loro attenzione, ma non hanno reagito in nessun modo, allora ho pensato che fossero ancora sotto choc o che si stessero nascondendo. Solo dopo ha realizzato che probabilmente erano già morti. Anche Marcel Gleffe -tedesco di 32 anni che da oltre due vive in Norvegia- insieme con i suoi genitori giunti sul posto in vacanza, hanno reagito d'istinto ai primi segnali che qualcosa stava accadendo: hanno prima sentito gli spari, poi, dal camping non lontano dal luogo del massacro, hanno visto del fumo sull'isola a pochi metri di distanza. Si sono precipitati sulla costa è hanno quindi notato le teste di alcuni ragazzi spuntare dall'acqua, ha raccontato allo Spiegel. I Gleffe, come altri campeggiatori della zona, si sono messi immediatamente in azione e con la loro piccola barca hanno cominciato a soccorrere i ragazzi in acqua. Alcuni però, mostravano diffidenza: Non vi avvicinate urlavano in preda al panico, oppure Volete ucciderci?. Per molti è stata una questione di minuti, attimi fondamentali per sfuggire alla morte.