Norvegia sotto attacco, morti e feriti
di Natalia Andreani e Annalisa D'Aprile wROMA Un'autobomba ad alto potenziale che sventra gli uffici del governo seminando morte e panico nel centro di Oslo. Subito dopo, un uomo bianco travestito da poliziotto che apre il fuoco sui giovani laburisti, impegnati in un meeting sull'isola di Utoya, 30 chilometri dalla capitale. E su tutto lo spettro di una rivendicazione postata sul web dal gruppo terroristico jihadista Ansar al-Jihad. Sono ancora confusi i contorni del doppio attentato che nel primo pomeriggio di ieri ha colpito la capitale norvegese quasi deserta per il week end estivo e la festa nazionale, provocando almeno 11 morti e decine di feriti gravi. L'ordigno è esploso nei pressi del palazzo del governo e del primo quotidiano del paese. Un boato che ha mandato in frantumi finestre e vetrine nel raggio di un chilometro. Poi una seconda esplosione, di natura ancora da stabilire, ha scatenato un incendio e da uno degli edifici si è alzata una densa colonna di fumo. È stato un terremoto, ci sono detriti, sangue e schegge di vetro ovunque, sembra uno scenario di guerra hanno raccontato i primi testimoni. Le squadre di soccorso sono subito intervenute per portare via le vittime e per recuperare le persone rimaste sotto le macerie, mentre l'intelligence ha trasferito il premier Jens Stoltenberg, in una località segreta. Le forze di polizia hanno subito fatto evacuare l'intero centro della città. Decine di agenti hanno iniziato a sigillare strade e quartieri perquisendo autobus e mezzi pubblici. La stazione è stata chiusa, così come i tunnel cittadini e le strade di uscita, disseminate di posti di blocco. Nel paese cresce la paura: la polizia intima ai cittadini di restare a casa, ai turisti di chiudersi negli alberghi. Il centro non è ancora sicuro. Tra smentite e conferme circola voce che in città ci sono ancora due autobombe non esplose. A distanza di due ore, mentre Oslo era nel caos, trenta chilometri più a est, la seconda carneficina. Un falso poliziotto che irrompe nel campus estivo dei giovani laburisti, a Utoya, dove era atteso il premier, e scatena un inferno di fuoco. La gente terrorizzata fugge per mettersi in salvo, qualcuno si getta in acqua tentando di scappare a nuoto. Quattro ragazzi restano a terra senza vita. Un testimone riferisce alla tv nazionale che sulla spiaggia ci sarebbero almeno 20-25 corpi. I feriti nemmeno si contano. Sull'isola intervengono le teste di cuoio dell'antiterrorismo. L'uomo viene arrestato. È un bianco di probabile origine scandinava, alto circa un metro e 90, dicono le prime informazioni rilasciate dalle autorità. Ma ancora l'isola non è "bonificata", si teme la presenza di ordigni nascosti. Gli investigatori mettono subito in relazione i due episodi. Si ipotizza una connessione. Intanto, sul web compare una rivendicazione degli integralisti islamici di Ansar al-Jihad che lega il doppio attentato alla partecipazione della Norvegia alle missioni in Afghanistan e Libia ed agli insulti contro Maometto, avvertendo che non è finita. A sera però, il gruppo smentisce con un comunicato sibillino: Coloro che hanno davvero sferrato gli attacchi devono essere sicuramente resi noti a tutti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA