Fini: «Berlusconi, un passo indietro»

di Gabriele Rizzardi wROMA Se non ora, quando? E' arrivato il momento per il presidente del consiglio di fare un passo indietro, di chiudere il libro dei sogni e di far uscire l'Italia dall'agonia. La richiesta questa volta non parte da un parlamentare dell'opposizione ma da Gianfranco Fini, che partecipa alla Convention del Terzo Polo, si toglie l'abito di presidente della Camera e picchia duro contro il suo ex alleato. La maggioranza indichi un nuovo premier che dia vita ad un governo con una agenda scarna ma concreta. Davanti a questo scenario, il Terzo Polo non si tirerebbe indietro precisa la terza carica dello Stato, che chiede al Cavaliere di dimostare di voler servire l'Italia e non solo di volersene servire: Berlusconi la smetta di prendere in giro gli italiani dicendo che abbasserà le tasse e, soprattutto, la smetta di dare continuamente la colpa ad altri. Partendo dalla constatazione che il capo del governo può contare solo su una maggioranza numerica che si materializza solo al momento del voto di fiducia e solo perché tanti deputati hanno il terrore di essere mandati a casa, Fini invita i dissidenti del Pdl a battere un colpo e spiega che la maggioranza ha il diritto di indicare il premier e un'agenda di due o tre punti. Questo nuovo governo presieduto da un uomo della maggioranza dovrebbe archiviare questo periodo di sogni. Serve un governo più umile che venga in Parlamento e si rivolga alle opposizioni spiega il leader di Futuro e Libertà, che attacca Brunetta (Ha dimostrato di essere incauto, insensibile e sprovveduto) e fa a pezzi la riforma costituzionale tanto cara alla Lega: Assomiglia più a un volantino per le feste padane che non al testo del governo per ridisegnare l'architettura dello Stato. L'attacco al premier parte al termine di una giornata che si apre con la consueta, rassicurante, dichiarazione di Berlusconi sullo stato di salute del governo. Non c'è alcuna preoccupazione per la tenuta della maggioranza, né ci sono problemi con la Lega. Il governo è solido dice il Cavaliere, che prova a spazzare via le nubi che si addensano sull'esecutivo e garantisce sulla solidità dei rapporti con il Carroccio. Conosco la posizione di Umberto Bossi, con cui interloquisco prioritariamente e al quale telefonerò anche oggi annuncia Berlusconi. In serata, la telefonata c'è stata ma non ha risolto nulla. Il gelo tra i due alleati resta e per sapere ciò che Bossi pensa realmente occorerà aspettare ancora un po'. Ma in cima ai pensieri del Cavaliere c'è anche Giorgio Napolitano che ieri, in occasione della cerimonia al Quirinale per la consegna del Ventaglio, aveva sottolineato tutte le difficoltà della maggioranza nell'individuazione del successore di Alfano alla Giustizia: Temo che non siano pronti.... Nel pomeriggio, arriva la risposta del premier: La sostituzione del ministro Alfano avverrà nei priomi giorni della prossima settimana. Andrò dal capo dello Stato a formulare una proposta che sono abbastanza certo verrà approvata. Il capo del governo parla nella sala stampa di palazzo Chigi al termine di un consiglio dei ministri che per tre ore ha discusso la bozza di riforma costituzionale messa a punto da Calderoli, che alla conferenza stampa non partecipa. Perché? Berlusconi dice che il 4 settembre ci sarà il varo definitivo della riforma che doveva essere approvata prima dell'estate. Passa un'ora, e Calderoli mette subito in chiaro che l'approvazione della riforma è stata definitiva e che ora occorerà attendere solamente il tempo per recepire le proposte di modifica presentate dai ministri. Berlusconi arriverà alla fine della legislatura? Capezzone e Bertolini fanno sapere a nome del Pdl che il passo indietro lo deve fare Fini. Ma la proposta di un governo di centrodestra senza il Cavaliere non convince neppure la vicepresidente del Pd, Rosy Bindi: Siamo pronti a sostenere un esecutivo di responsabilità nazionale e non un governo dell'attuale maggioranza cui qualcuno dovrebbe fare da stampella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA