Un "piano Marshall" salverà la Grecia

di Mauro Pertile wROMA Sarà un "Piano Marshall" dell'Europa a salvare la Grecia da una crisi diventata un caso unico per la sua gravità all'interno dell'area Ue. Dopo sette ore di vertice, sono stati decisi ieri altri 109 miliardi di aiuti per Atene oltre ai 110 della prima tranche. Lo spauracchio dell'effetto domino, ossia del rischio contagio ad altri Paesi che aveva scatenato nei giorni scorsi le vendite in Borsa, sembra ora scongiurato. I mercati hanno creduto fin dal primo pomeriggio di ieri all'intesa tra i leader dell'Eurozona e hanno infiammato le Borse. Il salvataggio della Grecia e l'argine di sicurezza posto intorno agli altri Paesi in difficoltà come Portogallo e Irlanda, passerà attraverso un allungamento del debito a tassi ribassati e una consistente riduzione dell'indebitamento greco che ammonta a 350 miliardi di euro. Il caso-Grecia richiede una soluzione eccezionale, una strategia globale per la crescita e gli investimenti. E' la risposta massiccia che i capi di Stato e di governo europei hanno voluto dare ieri inserendo il nuovo pacchetto di misure anti-crisi nel documento sottoposto all'accordo di Bruxelles. L'intesa è giunta a conclusione del vertice d'emergenza fra i Paesi membri, al quale il premier Silvio Berlusconi è giunto in ritardo. I 17 si sono impegnati a mobilitare tutte le risorse necessarie per fornire un'assistenza tecnica eccezionale per aiutare Atene a realizzare le sue riforme. L'accordo, difficile, è stato preceduto dall'intesa franco-tedesca siglata in extremis a Berlino nella notte tra il cancelliere Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy. La posizione comune di Francia e Germania è stata la base di discussione dei negoziati nel pomeriggio. In mattinata una dichiarazione del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Junker, aveva portato un clima di pessimismo tra gli operatori. Secondo Junker non si poteva, infatti, escludere il default selettivo per Atene, ossia il mancato rispetto delle scadenze di rimborso di un limitato numero di obbligazioni e per un periodo di tempo limitato. Che la situazione fosse gravissima tanto da mettere a rischio addirittura la sopravvivenza dell'euro, l'aveva detto a chiare lettere il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso alla vigilia del vertice. Il suo era stato un accorato appello perché venissero prese decisioni rapide e convincenti nel corso del vertice. Tra i punti più rilevanti del "Piano Marshall" europeo figura l'allungamento del rimborso dei prestiti dagli attuali 7 anni e mezzo ad un minimo di 15 anni ad un tasso ridotto dal 5 al 3,5%. Per evitare il contagio della crisi l'Eurozona si è impegnata a rendere più flessibile anche il Fondo salva-stati europeo, creato un anno fa in occasione del primo salvataggio della Grecia. E' proprio questo Fondo, in sigla Efsf, a diventare ora il perno fondamentale dei salvataggi anche per i Paesi che dovesssero trovarsi in temporanee difficoltà. Il Fondo potrà acquistare direttamente titoli sul mercato secondario mentre oggi può intervenire solo al momento dell'emissione dei singoli titoli. Il suo intervento servirà a sostenere così la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie attraverso prestiti ai governi anche non coperti dal programma di aiuti. Le stesse condizioni di prestito concordate per la Grecia saranno applicate pure per Portogallo e Irlanda, è scritto nel documento finale del vertice. Grazie alla nuova operatività del Fondo salva-stati, la posizione della Bce si è ammorbidita perché continuerà ad accettare i bond greci a garanzia dei suoi rifinanziamenti. E i privati parteciperanno al salvataggio - ha detto il presidente Sarkozy ieri dopo la firma dell'intesa - per 135 miliardi di euro in 30 anni. Il piano salva-Grecia è stato, tuttavia, duramente criticato ieri da Massimo D'Alema, presidente del Copasir. Speriamo che questo intervento, molto tardivo, sia ora risolutivo - ha detto D'Alema - ma a mio avviso si dovrebbero creare meccanismi per prevenire le crisi. Inseguire le emergenze con interventi fatti quando ormai l'emergenza si è determinata - ha affermato - è un modo molto confuso e poco efficace di agire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA