«Adesso rivoglio il mio Samuele»

L'allontanamento del minore dalla famiglia è l'ultima possibilità: ne facciamo ricorso quando proprio non ne possiamo fare a meno. Sono parole del sindaco Alessandro Cattaneo sulla vicenda di Samuele, il piccolo che adesso è stato affidato prorpio a comune di pavia come tutore provvisorio. La decisione è stata presa dal giudici del Tribunale per i minori di MIlano nello stesso decreto di allontanamento che è stato notificato anche ai genitori. I servizi sociali stanno quindi seguendo il caso con particolare attenzione. Non conosco il caso specifico – continua il sindaco Cattaneo – e vedrò di informarmi nei mie uffici. Ma i nostri servizi sociali agiscono sempre con estrema cautela dopo aver sentito tutte le parti in causa. A volte può anche succedere che una allontanamento temporaneo del minore possa contribuire a modificare positivamente il comportamento dei genitori. Speriamo sia così anche nel caso specifico. E' probabile che i genitori di Samuele vengano di nuovo sentiti prima del decisione finale del giudice. di Adriano Agatti wPAVIA Rivoglio mio figlio. Me l'hanno tolto raccontando bugie, ora farò di tutto per riaverlo. Sabrina Perri, una ragazza di 19 anni parla con calma. E' decisa a far valere le sue ragioni e ha deciso di raccontare una storia drammatica che l'ha resa notevolmente più forte dei suoi 19 anni. Il Tribunale per i Minori di Milano, lo scorso mese di aprile, le ha tolto il figlio Samuele, un bimbo che aveva solo quattro mesi. Le assistenti sociali e due carabinieri lo hanno portato via dalla casa del padre di lei e lo hanno trasferito in una comunità protetta. I genitori, la madre e il padre egiziano Mesilhi El Sayed di 23 anni, lo potevano vedere solo una o due volte la settimana. E sempre davanti a qualche assistente – continua Sabrina Perri – che mi insegnava regolarmente anche come tenerlo tra le braccia. Mi dava un fastidio incredibile Una storia complicata fatta anche di litigi e di incomprensioni che hanno portato i giudici milanesi a prendere una decisione drastica. Ma i genitori rivogliono Samuele e sono disposti a sposarsi pur di riaverlo. Siamo in condizioni di crescere il bambino senza problemi – spiega Sabrina Perri – e su di noi sono state dette falsità. Il mio compagno ha un lavoro fisso e io lo sto cercando, non navighiamo certo nell'oro ma non siamo nemmeno in una situazione economica disperata. Samuele potrebbe crescere benissimo con noi. Abbiamo anche preso in affitto un appartamento a San Pietro in Verzolo per crescerlo bene. Invece ce l'hanno tolto. Sabrina e Mesilhi si conoscono da quando lei ha 14 anni. Una vita difficile quella di Sabrina, una situazione familiare complicata e una crescita tra mille difficoltà. Lei è il fabbro egiziano si mettono ufficialmente insieme due anni fa e iniziano una convivenza che a volte è turbolenta. Litigavamo – ammette Sabrina Perri - ma come fanno tutte le coppie. Abbiamo sicuramente commesso errori di gioventù ma non tali, secondo me, da portare il - giorni poi torna a casa con Samuele. Mia madre – continua il racconto della ragazza – insisteva per mandarmi in comunità. Ma non volevo, il mio desiderio era di restare a casa con il piccolo e con il mio convivente. Non desideravo altro. Dopo qualche settimana è venuta a trovarmi l'amministratrice di sostegno. E' una figura che mi sono portata dietro per anni a causa del mio passato. Ha voluto vedere il bimbo, ha toccato in casa da tutte le parti e si poi accorta che il frigorifero era vuoto. Dovevamo andare a fare la spesa la sera stessa, è logico che era vuoto. Ma Sanuele aveva il suo latte, questo è certo. L'ha presa male ma si capiva che anche lei non vedeva di buon'occhio il mio rapporto con Mesilhi. Ho raccontato tutto a lui e le ha telefonato. Il giorno dopo l'amministratrice ha raccontato che lui l'aveva minacciata e ha sporto querela in questura. Temevo che mi togliessero il bimbo. E così è successo. Un giorno di aprile le assistenti sociali sono andate a casa di mio padre a prenderlo. L'avevo lasciato da lui perchè ero andata al San Matteo a fare una visita di controllo. Poi mi hanno convocata negli uffici di corso Garibaldi e mi hanno consegnato il decreto. E' stata una pugnalata alle spalle. Come hanno fatto a stabiliche che non eravamo in grado di crescerlo dopo soli tre mesi?. Secondo il tribunale per i minori di Milano: i genitori sono contrapposti di grave conflittualità che spesso si manifesta con violenza alla presena del bambino che non riceve cure adeguate e non è alimentato in modo corretto ed è esposta ad un regime di vita non idoneo. La coppia non è nemmeno in grado di gestire le finanze domestiche. Non abbiamo mai litigato davanti al bambino – si difende Sabrina Perri – e Sanuele è sempre stato curate. Più di così non potevamo fare.