«Il Pavia ha i conti in regola ed è pronto a spendere»

Oggi alle 9,30 si raduna il nuovo Voghera. La squadra starà in città fino a martedì quando partirà per il ritiro di Piazzatorre fino al 5 agosto. Sono stati fissati doppi allenamenti prima della partenza per l'Alta Val Brembana. Indicativamente il Voghera dovrebbe affrontare due amichevoli, sabato 30 luglio e mercoledì 3 agosto con avversarie ancora da definire. Dieci i confermati, otto gli innesti, almeno per ora. (m.q.) di Claudio Malvicini wPAVIA Pronti a prendere tre o quattro giocatori, in quali ruoli e se saranno esperti o giovani lo capiremo in questi giorni di ritiro: è l'unica concessione di Pier Lorenzo Zanchi alla figura del presidente di calcio vecchia maniera, quello che spende e spande salvo poi pentirsene e chiudere a fine stagione. In questi giorni sono sparite 15 squadre di Lega Pro, è la dimostrazione che non si può continuare ad avere club in passivo – dice il presidente del Pavia –. Noi l'abbiamo capito e con i diritti televisivi dovremmo raggiungere il pareggio di bilancio già quest'anno, una stagione prima del previsto. Il pareggio di bilancio è però una di quelle vittorie che non scaldano il cuore dei tifosi, che vorrebbero capire se questo Pavia riuscirà a salvarsi. Le due cose vanno di pari passo – dice Zanchi –. Noi puntiamo sui giovani, perché solo così possiamo competere con chi ha anche un milione di euro da spendere più di noi. In Prima divisione le squadre spendono in media 3,5 milioni di euro. Noi siamo a 2 milioni e 700 mila – dice Zanchi – e 800 mila euro ci sono arrivati dalla somma di cessioni dei cartellini e premi di valorizzazione dei giovani. Se non vendessimo ogni anno i giocatori che abbiamo valorizzato non potremmo restare a questi livelli. Facciamo degli esempi: La cessione di Acerbi ha portato un anno fa 400 mila euro, da quelle di Ferretti e Ferrini quest'anno abbiamo ricavato 180 mila euro – spiega il presidente –. I soldi ricavati ci sono serviti per sanare il bilancio e per chiudere il contratto con la società che gestiva il nostro settore giovanile, e che da questa stagione gestiremo direttamente noi. Puntare sui giovani è ormai una parola d'ordine, tanto che il Pavia è stata la quarta società di tutta la Lega Pro nell'impiego degli Under, dopo Viareggio, Foligno e Gubbio. Il Gubbio però ha vinto l'ultimo campionato mentre il Pavia si è salvato. Il Gubbio – dice Zanchi – dimostra che non basta spendere tanto per vincere e che ci si può riuscire anche con i giovani. Insomma, i soldi non sono tutto, però aiutano. Noi ne abbiamo meno, tanto che non possiamo pagare stipendi da 120 mila euro l'anno né spendere 100 mila euro per comprare un cartellino, come succede in altri club di Lega Pro – dice Zanchi –. Noi cerchiamo di farci dare gratuitamente la metà del cartellino dei giovani perché è una formula che garantisce il club di provenienza sul fatto che faremo giocare il suo tesserato e che ci permette di recuperare dei soldi alla fine del campionato. Il lato negativo è che in questo modo siamo costretti a cambiare ogni anno una decina di giocatori, ma non ci sono alternative. In Prima divisione ci si resta con il bilancio sano, ma anche salvandosi sul campo e i tifosi temono che la squadra non sia abbastanza forte, anche perché due elementi di valore come Ferretti e Ferrini sono stati venduti, Blanchard e Eusepi sono rientrati alla base perché il prestito è finito, mentre Preite è diventato dirigente. Io non credo alle squadre rifugio di campioni a fine carriera – dice il presidente –. Abbiamo preso Gheller ed è rimasto Veronese, sono due giocatori esperti a cui potremmo aggiungerne altri. Un po' di soldi da spendere ci sono, in questi giorni decideremo come usarli.