Tour di France, Boasson Hagen si ripete
Alcuni hanno già saggiato le piscine di Shanghai, altri sono attesi per il grande show al via domenica prossima. I campioni della vasca olimpionica si stanno già ritrovando nella metropoli cinese che da quasi una settimana ospita l'edizione numero 14 dei Mondiali delle discipline acquatiche e che il 24 accenderà i riflettori del grande impianto indoor, che fino a domani sarà però off limits ai nuotatori. Anche alla Nazionale azzurra, che sbarcaoggi nel primo pomeriggio da Canton, dove si è concluso il collegiale di adattamento, e sosterrà il primo allenamento in una vasca lontano dall'Acquatic center. Il primo test con i 50 metri sede delle gare sarà solo domani: la più attesa è naturalmente Federica Pellegrini, la campionessa chiamata a difendere il doppio titolo iridato su 200 e 400 vinto a Roma. Nel ritiro dorato a 1.200 km da Shanghai la regina dell'Italnuoto si è allenata sotto lo sguardo vigile di Philippe Lucas, senza sosta. Federica è in buone condizioni anche sul piano emotivo, dice Cesare Butini, responsabile tecnico del gruppo azzurro. PARIGI Che Norvegia al Tour de France: beffato martedì in volata dal connazionale Thor Hushovd, è Edvald Boasson Hagen ad arrivare primo sul traguardo di Pinerolo, ottenendo il riscatto che aveva persino annunciato. È la seconda vittoria di tappa per lui in questo Tour, la quarta per la Norvegia. Lo seguono a ruota l'olandese Bauke Mollema e il francese Sandy Casar. Ad accendere la tappa è di nuovo Alberto Contador: come l'altro ieri è suo l'attacco decisivo che, in una frazione con cinque gpm, non arriva in salita, ma anzi nell'insidiosa discesa di Pramartino. Lo spagnolo si porta dietro Samuel Sanchez, ma i due non riescono a fare il buco. Guadagnano secondi solo sulla maglia gialla Thomas Voeckler, che pasticcia in discesa, e su Ivan Basso. I due perdono 27". Dopo questi 179 km, in cui il Tour ha sconfinato in Italia dopo tre anni, ritrovando per la prima volta il sole, si è in parte riscritta la classifica. Voeckler ha ora 1'18" su Cadel Evans, 1'22" su Frank Schleck e 2'36" su Andy Schleck. Crescono nella generale Sanchez (2'59") e Contador (3'15"), mentre Basso - che ha perso più di un minuto in due giorni - si fa sorpassare da Damiano Cunego. Rivalità azzurra? Sana e giusta, commenta il veronese. Da parte sua Basso sostiene: Damiano è un grande campione, è giusto che sia davanti. Quanto alla tappa di ieri, Basso non si nasconde dietro un dito: Bisogna essere realisti, ho commesso troppi errori per pensare di vincere un Tour come questo, ma continuo a crederci, perché nelle prossime due giornate tappe può succedere di tutto. E' un Ivan Basso sincero, quello che parla alla fine della tappa: La discesa di Pramartino si è confermata difficilissima: nel 2009 al Giro avevo preso 30 secondi di distacco, stavolta 26. Non sono soddisfatto, anche se le ambizioni e le motivazioni per le prossime due tappe ci sono eccome. Perché gli equilibri in campo potrebbero cambiare radicalmente. Quella di ieri è stata una tappa importante alla vigilia della grande scalata del Galibier. A cogliere il momento giusto e a prendere l'iniziativa è dunque Contador che prima stacca nel Col di Pramartino (6.7 km, 6%), ultimo dei cinque gpm di giornata, e poi affonda nella vertiginosa discesa finale, portandosi dietro l'alleato e amico Samuel Sanchez. Sulla linea lo ringrazierà per la collaborazione. Ero obbligato ad andarmene in discesa, perchè tanto in salita tutti mi controllavano, ha poi spiegato Contador, che ha ritrovato non solo le strade tipiche del Giro, ma anche le gambe dell'epoca. In più non era una salita dura dove potevo fare la differenza. Buona la tattica, ottima la forma, ma Evans, gli Schleck, che non smettono di cercarsi con lo sguardo, e anche Cunego riescono a neutralizzare l'attacco e a non perdere nulla. La discesa si rivela invece particolarmente insidiosa per la maglia gialla. L'ottimo discesista Voeckler sbaglia invece tutto, prima scivola, poi finisce su un terrazzino privato: Ho preso troppi rischi - ha ammesso - alla fine sono anche stato fortunato, potevo lasciarci la clavicola. Per lui è stato l'ottavo giorno in giallo. In programma oggi, Colle dell'Agnello, Izoard e arrivo sul Galibier. Andy Schleck, che ha superato la brutta giornata di martedì, ritiene che sarà la tappa decisiva, la più dura e la più palpitante del Tour. Per il lussemburghese, lui e il fratello Frank dovranno contendersi il podio di Parigi con Evans, Contador e Sanchez. Entrato nel vivo, il Tour resta ancora incerto. Incerte sono anche le previsioni meteo per oggi, con un piccolo, ma esistente, rischio di neve proprio sul Galibier, 2.645 metri, l'arrivo in assoluto più alto del Tour. Nella peggiore delle ipotesi gli organizzatori sono disposti a spostare il traguardo più a valle. Ed anche questo potrebbe contare.