Pieve, caso meningite Asl: «Nessun rischio per chi era al Grest»
di Giovanni Scarpa wPIEVE PORTO MORONE Volti sereni ma tesi prima, rassicurati dopo. C'erano almento una cinquantina di persone, in gran parte mamme, all'incontro organizzato ieri mattina da Asl e Comune in parrocchia per rispondere a tutte le domande sul rischio meningite, dopo il caso di contagio che ha colpito una 13enne del paese. Un caso unico che però ha scatenato un vero e proprio panico fra la gente, visto che la ragazzina aveva frequentato il grest che si era concluso giusto due giorni prima del manifestarsi dell'infezione. E proprio il propagarsi dell'infezione, la sua potenziale pericolosità, la durata dell'incubazione sono stati al centro del fuoco di fila di domande a cui hanno risposto Luigi Camana, direttore del Dipartimento prevenzione medica dell'Asl, Ivana Aquino, responsabile dell'Unità operativa malattie infettive e vaccinazione della stessa azienda sanitaria, e Cinzia Ancarani, infermiera della medesima struttura. Per l'ennesima volta, il personale medico ha rassicurato e garantito: non si corre alcun rischio e la situazione è sotto controllo. Ma le domande fioccavano ugualmente. Fra le più frequenti, l'incubazione,la terapia, gli antibiotici da utilizzare, ma soprattutto, il tanto temuto contatto, visto l'adolescente nelle 4 settimane precedenti al manifestarsi dell'infezione era fra le animatrici del grest estivo presso la parrocchia di Pieve. Il contatto doveva essere molto, molto ravvicinato – ha ripetuto più volte Camana – e soprattutto i sintomi della menigite, nella peggiore delle ipotesi, avrebbe dovuto manifestarsi subito dopo. Insomma, come già anticipato dal direttore del Dipartimento, il virus non ha alcuna possibilità di sopravvivere a lungo fuori dal corpo ospitante. Il fatto che ormai siano passati giorni dal ricovero della giovane all'ospedale significa che le persone che, in un modo o nell'altro, erano venuta a contatto con lei non sono state infettate. Del resto, sin da lunedì quando si è sparsa la notizia del caso di meningite, Asl e Comune avevano subito adottato il protocollo che viene adottato in questi casi, con una profilassi cautelativa per circa un centinaio di persone. Quelle, cioè, che in un modo o nell'altro avevano frequentato il centro estivo. Se a questo si aggiune il fai-da-te anche di chi non aveva avuto nulla a che fare con il grest, ma che alla notizia si era precipitato dal medico e poi in farmacia per acquistare l'antibiotico specifico per questi casi – la Rinfanpicina – il quadro sulla situazione non lascia margini a dubbi, secondo gli esperti: non c'è alcun rischio contagio. Lo abbiamo detto e ridetto molto chiaramente – sottolinea Camana – e ho visto che la gente alla fine è uscita dall'incontro molto rassicurata. La paura, in questi casi, è comprensibile. L'informazione esatta su patologia e la differenza fra profilassi e terapia, è fondamentale per evitare che la giustificata preoccupazone sconfini poi nel panico irrazionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA