Robbio, legati mani e piedi dai rapinatori

di Anna Mangiarotti wROBBIO Quattro bancari legati mani e piedi, pistola puntata e bottino da quarantamila euro: i banditi sono entrati ieri alle 13, 15 nella filiale della Popolare di Novara di via Vittorio Veneto. Tre uomini: uno armato di pistola, l'altro con un arnese da scasso (un piede di porco), il terzo disarmato ma con la faccia parzialmente coperta da una mascherina nera stile Zorro. Prima hanno immobilizzato tre impiegati, usando fascette di plastica da elettricista e facendoli sdraiare a terra. La vicedirettrice è stata costretta scendere nel caveau - in quel momento aperto, secondo una prima ricostruzione dei fatti - e aprire la cassetta di sicurezza della banca. Poi i banditi hanno forzato cinque cassette di privati. Dopo aver immobilizzato anche la funzionaria, i rapinatori ne sono andati sull'auto probabilmente guidata da un quarto complice. Sono stati descritti fra i 25 e i 35 anni, italiani, uno decisamente più robusto degli altri. I bancari hanno potuto dare l'allarme solo quando li ha notati attraverso una finestra un ragazzo che si stava dirigendo allo sportello bancomat. Vedendo i tre uomini e la donna legati ha chiamato il 112. Le pattuglie dei carabinieri sono arrivate pochi minuti dopo. La polizia locale visionerà anche le registrazioni delle camere di sicurezza installate in zona dal Comune. La speranza è che le immagini possano aiutare a identificare i banditi o, comunque, a fornire indicazioni utili per dare un nome e un volto ai componenti della banda che ieri pomeriggio ha agito ai danni della filiale locale della Banca Popolare di Novara. L'uso delle telecamere è, infatti, un sistema ormai sempre più usato dai Comuni per documentare le immagini di azioni criminose e dare una mano al lavoro degli investigatori. L'ultima rapina in banca messa a segno in Lomellina prima di ieri è andata a segno nello scorso mese di febbraio a Vigevano, nella filiale Unicredit di corso Genova. Il bandito era entrato nella filiale di corso Genova con la faccia parzialmente nascosta da un passamontagna In banca c'erano una sola cliente, il direttore della filiale e due bancari. Il rapinatore ha minacciato il cassiere con un coltello, facendosi consegnare il contante disponibile in quel momento in cassa: 1.150 euro. Si è messo le banconote in tasca, dirigendosi verso l'uscita. Ma nel frattempo, il direttore della filiale era riuscito a far scattare l'allarme collegato con i carabinieri.Ma il bandito era rimasto bloccato nella bussola. Quando è stata sbloccata ha tentato di scappare e poi di aggredire i carabinieri con il coltello.Un mese prima, altro colpo alla filiale Credem , che era già statapresa di mira nel 2010 con lo stesso bottino: 15mila euro. Il colpo di ieri pomeriggio alla Popolare di Novara di Robbio è indubbiamente stato organizzato da un gruppo di rapinatori esperti. Le modalità dell'azione e i mezzi usati fanno pensare che non abbia agito una banda improvvisata, ma che il colpo sia stato preparato meticolosamente. Gli elementi a disposizione degli inquirenti, in particolare dei carabinieri che sono intervenuti sul posto, però non sarebbero molti per comporre il quadro indiziario e risalire all'identità dei banditi. Gli investigatori possono contare, infatti, sulle testimonianze dei presenti ed, eventualmente, sulle immagini delle telecamare. Uno dei banditi, tra l'altro, aveva il viso parzialmente nascosto da una mascherina. La rapina non ha avuto conseguenze per le persone, ma il personale della banca ha indubbiamente trascorso minuti di tensione. (ha collaborato Sandro Barberis)