Al San Matteo scoperto farmaco per i tumori dei bambini
Originaria del lago d'Orta, Patrizia Comoli si trasferisce a Pavia per studiare. Dopo la laurea in Medicina, nel 96 si trasferisce negli Stati Uniti per lavorare in un centro di ricerca. Mi avevano chiesto di restare – racconta il medico –. Ma sono tornata in Italia perché l'avevo promesso. Oggi il suo gruppo di ricerca è formato da sette persone. E tutti sono precari: L'unica assunta sono io – sottolinea Comoli –. Tutti gli altri hanno contratti di collaborazione, sono studenti o specializzandi. E lavorano tantissimo, anche se con poche soddisfazioni: fare ricerca oggi in Italia è davvero difficile. PAVIA Qualche volta, tra provette e vetrini, accade un miracolo. L'emozione più grande, al di là della soddisfazione professionale, è sapere che le tue ricerche un giorno aiuteranno qualcuno. Patrizia Comoli parla dal suo laboratorio di oncoematologia pediatrica al San Matteo: dopo tre anni di ricerche in un centro tra i più avanzati d'Italia, il medico del Policlinico ha appena terminato uno studio su un farmaco antitumorale con meno effetti collaterali rispetto agli altri. E' soltanto grazie all'associazione italiana per la ricerca sul cancro che ricerche costose come questa si possono fare – dice la dottoressa Comoli –. Sono anni che lavoro con loro. Senza non potrei andare avanti. In questi giorni infatti l'Airc ha pubblicato il bilancio dell'anno appena trascorso. E tra i 543 progetti di ricerca finanziati con quasi 90 milioni di euro c'è anche quello guidato dalla dottoressa del San Matteo, che dà nuove speranze ai malati di leucemia. Il nostro corpo infatti è naturalmente in grado di riconoscere e distruggere i tumori, grazie a delle cellule particolari chiamate linfociti. Di solito con le terapie anticancro questa capacità viene meno. Ma non nei malati trattati con il farmaco studiato dal team del San Matteo: Questi pazienti hanno più linfociti rispetto agli altri – spiega Patrizia Comoli –. E dunque sono in grado di reagire meglio al tumore. Ma questa è solo la fase iniziale dello studio: in futuro il team del San Matteo sarà in grado di prelevare dai pazienti queste cellule antitumorali, moltiplicarle e reinserirle nel corpo. L'iter burocratico sarà lungo – spiega Patrizia Comoli –. Ma tra un paio d'anni saremo in grado di effettuare i primi trattamenti. Se oggi sopravvive l'80% dei bambini malati di leucemia, è anche grazie all'Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Ed è grazie all'Airc se lo studio curato da Patrizia Comoli potrà portare nuove speranze ai malati di tumore. Questi risultati così incoraggianti sono frutto del lavoro di due gruppi di ricerca: all'ospedale di Modena sono stati selezionati i pazienti, e i dati raccolti sono stati analizzati al San Matteo. Solo un paio di laboratori in Italia sono in grado di eseguire queste analisi – spiega la dottoressa –. E il laboratorio di oncoematologia pediatrica di Pavia è uno di questi. Quello del Policlinico è infatti l'unico centro in Europa in grado di eseguire i complessi test necessari per questa ricerca. Gabriele Conta