Murdoch: «E' il giorno più umiliante»
di Maria Rosa Tomasello wROMA Rischiando di subire persino l'onta della torta in faccia, Rupert Murdoch si è presentato davanti alla Commissione Cultura dei Comuni rifiutando ogni responsabilità nello scandalo intercettazioni: E' il momento più umiliante della mia vita ha detto il vecchio Squalo interrompendo la prima risposta del figlio James ai deputati. In tre ore di audizione in cui è apparso talvolta titubante, Murdoch si è scusato con le vittime del sistematico spionaggio praticato all'interno della redazione del domenicale News of the world, chiuso per vergogna, affermando di essere stato ingannato e tradito da persone di cui si fidava, di non sapere chi abbia mentito e di avere avuto solo otto giorni fa informazioni dettagliate sulla vicenda che sta tenendo sui carboni ardenti persino il primo ministro britannico David Cameron, che lui incontrò entrando dal retro dopo le elezioni politiche di un anno fa per essere ringraziato del suo appoggio. Sono scioccato, sconvolto e pieno di vergogna ha detto, riferendosi alla violazione del cellulare di Millie Dowler, una ragazzina uccisa nel 2002 da un maniaco. Ha negato però che esistano prove che siano stati spiati negli Stati Uniti i familiari delle vittime dell'11 settembre. Ma poco prima delle 18, il lungo botta e risposta con i commissari si è bruscamente interrotto quando un uomo con camicia a scacchi, entrato con il pubblico, si è avvicinato all'ottantenne Murdoch, tentando di colpirlo con una torta finta realizzata con piatto e schiuma da barba. A bloccarlo, con uno scatto, è stata la giovane moglie del tycoon, Wendi Deng, 41 anni (nella foto) che ha sferrato all'aggressore un colpo al volto. Complimenti per il sinistro di sua moglie si è congratulato poco dopo, sorridendo, un parlamentare. Una intrusione innocua: l'autore dell'azione è un attore comico anarchico, Jonnie Marbles, che aveva annunciato l'assalto con uno splat! su Facebook. Ferito nell'orgoglio, ma deciso a restare al suo posto nonostante le voci di dimissioni filtrate attraverso il suo Wall Street Journal, Murdoch ha smentito l'intenzione di lasciare la guida di News Corporation, ripetendo di essere stato all'oscuro di tutto: Sono a capo di un gruppo con 53 mila dipendenti, di cui News of the World è l'1 per cento. Con lui sarebbe stato inconsapevole il gruppo dirigente: dal figlio James, che ha ammesso le responsabilità dell'azienda, annunciando risarcimenti, alla pupilla Rebekah Brooks: Mi fidavo e mi fido di lei. Non ci sono prove che Brooks o Les Hinton (un altro dirigente, ndr) sapessero ha ribadito. Ma chiedere scusa non basta ha concluso Murdoch, per questo stiamo collaborando con la polizia. A ripeterlo dopo di loro è stata Rebekah Brooks, arrestata e poi rilasciata su cauzione: Stiamo facendo di tutto per salvare il salvabile ha detto l'ex ad di News International, ammettendo l'utilizzo di investigatori privati a News of the world, pratica comune negli anni Novanta e Duemila, ma negando di avere pagato poliziotti in cambio di informazioni e affermando di avere scoperto quello che succedeva solo a fine 2010. Ma chi ordinò l'intercettazione del telefono di Milly?: Non so. Probabilmente Coulson ha risposto pressata dalle domande. Spetterà al premier Cameron, che oggi parlerà davanti ai Comuni riuniti in seduta straordinaria, spiegare i suoi 26 incontri coi dirigenti del gruppo Murdoch e l'intreccio tra mass media e istituzioni, di cui ieri, durante la sua audizione, ha parlato anche l'ex capo di Scotland Yard, Paul Stephenson, rivelando che dieci addetti stampa della Metropolitan police su 45 provenivano da News International. Davanti alla commissione Interni, Stephenson ha smentito di avere attaccato il premier per la scelta di Andy Coulson, ex direttore di NotW, nominato portavoce di Downing Street già in odore di scandalo. Mentre gli allibratori puntano su dimissioni imminenti del primo ministro, Cameron annuncia per oggi nuovi dettagli sull'inchiesta: Andremo fino in fondo. I laburisti gli stanno con il fiato sul collo: Non chiederemo le sue dimissioni. Per ora ha avvertito il leader Ed Miliband. Novità intanto, nelle indagini sulla morte di Sean Hoare, il cronista che denunciò per primo il ruolo di Coulson: secondo la polizia non è omicidio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA