«Conosco Milanese, con lui affari leciti»

VOGHERA Quando in un processo la politica entra dalla porta, la giustizia esce dalla finestra. L'avvocato Marco Casali cita Francesco Carrara, giurista e politico dell'800, per riassumere il significato di un'indagine. Al suo fianco, oltre al collega Luca Angeleri, c'è Guido Marchese, il commercialista appena "riemerso" dai domiciliari. La liberazione gli ha iniettato adrenalina nelle vene. Quando eravamo in attesa a Napoli – racconta a margine della conferenza stampa – un Pm mi ha chiesto se ero uno di quelli coinvolti nella P4. Gli ho risposto che l'unico P4 che conosco è il pneumatico della Pirelli. Chiusa la parentesi delle battute, inizia l'incontro con i giornalisti. L'avvocato Casali rammenta a tutti il principio della presunzione di non colpevolezza, a fronte di tante inesattezze che sono state scritte. Il suo collega, Angeleri, ricorda la scelta di rendere l'interrogatorio di garanzia a Napoli, davanti allo stesso Gip che aveva firmato l'ordine di arresto. Abbiamo chiesto di sentire le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche davanti al giudice – spiegano i difensori – ed è stato chiaro che le trascrizioni avevano un significato diverso. Marchese non rinnega l'amicizia con Milanese. Lo conosco da anni, come conosco altri deputati, senatori o ministri di vari schieramenti, ma il rapporto d'affari che c'è stato tra di noi è stato assolutamente lecito. Quanto alle nomine, avevo inviato il mio curriculum, come altri professionisti. Parole di stima anche per il ministro Tremonti: Se non abbiamo fatto la fine della Grecia è merito suo. Si sente un uomo di fiducia di Tremonti? Non lo so, chiedetelo a Tremonti, abita qua vicino, scherza il commercialista. E la telefonata con il riferimento ai "cento documenti"? C'è il segreto di un'indagine in corso – risponde – ma posso garantirvi che non si trattava di nulla di illecito. Questi giorni sono stati duri, ma devo ringraziare i miei avvocati. Mi avevano detto di avere fiducia nella giustizia e alla fine hanno avuto ragione. Marchese spiega anche che non ha intenzione di lasciare gli incarichi. Nè quelli nazionali, nè quelli locali in Asm Voghera e Asp Pezzani. Un passo indietro lo fa chi viene condannato, dice. Resta il dubbio a proposito del fatto che gli arresti domiciliari fossero proprio necessari. Dal mio punto di vista – conclude l'avvocato Casali – si sarebbe potuta evitare la misura cautelare, se il Pm ci avesse sentiti come indagati. Magari si sarebbe evitato anche qualche svarione. Come indicare l'avvocato Angeleri con il nome francese di "Gelàire". O confondere un numero vogherese con un'utenza ucraina. Ma questa è un'altra storia.(f.m.)