Conti in banca dei pavesi C'è 1 milione dimenticato
I conti dormienti presi in considerazione dalla legge che impne di trasferire il denaro al fondo anti truffe dopo 10 anni di mancato utilizzo sono quelli con un deposito superiore ai 100 euro, al di sotto di questa cifra non si riceverà nessuna comunicazione dalla banca e il conto non sarà estinto. Invece chi riceve la lettera dalla banca che comunica l'esistenza di un conto inutilizzato da dieci anni ha 180 giorni di tempo per effettuare un operazione direttamente o tramite un proprio delegato. Se ci sono più conti intestati ad uno stesso soggetto sarà sufficiente un'operazione su uno solo di questi per riattivarli tutti e quindi scongiurare il rischio di perdere i soldi depositati. Se in questi 180 giorni non si risponde all'appello della banca, c'è un ultima possibilità. Quando il ministero dell'Economia e delle Finanze riceve i rapporti dalle varie banche sui conti dormienti, pubblica sui quotidiani e sul proprio sito internet l'elenco di questi, con nome, data e luogo di nascita del titolare, su di un quotidiano a diffusione nazionale e sul proprio sito web e ci sono altri 2 mesi di tempo. di Stefano Romano wPAVIA Un milione di euro dimenticato dai pavesi su conti correnti, libretti di risparmio, polizze vita mai riscosse. Gli addetti ai lavori li chiamano conti dormienti: sono, semplificando, i conti correnti postali, i libretti e le polizze che per almeno dieci anni non sono stati utilizzati dall'intestatario, o reclamati dagli eredi se l'intestatario è morto. Dopo dieci anni di giacenza, la legge prevede che i soldi dormienti finiscano in un fondo nazionale destinato a risarcire le vittime di truffe o crack finanziari. E' accaduto di trovare su conti dormienti cifre enormi: è di pochi giorni fa il caso in provincia di Treviso dove una signora ha chiesto il rimborso di un libretto sul quale il nonno aveva depositato 50mila lire nel 1948 che, a 63 anni di distanza, si sono rivalutate fino a raggiungere la cifra record di 8 milioni di euro. Un caso limite, certo, anche perché 50mila lire nel 1948 erano una cifra considerevole e non era usuale che qualcuno li dimenticasse su un libretto accantonato in qualche cassetto. Per cifre minori, invece, è frequente che gli eredi dimentichino di fare ricerche accurate sul patrimonio degli scomparsi. Lo dimostrano i dati di Federconsumatori che stima che in provincia di Pavia i conti dormienti contengano qualcosa come un milione di euro: una cifra compresa tra i 600 e i 700 mila euro su conti correnti bancari, oltre 300mila euro tra libretti postali e polizze assicurative mai riscosse. Valutiamo che del milione di euro "dimenticato" in conti e libretti mai utilizzati solo il dieci per cento, 100mila euro circa, sia stato rimborsato dopo la richiesta degli eredi degli intestatari – spiega Mario Spadini, presidente di Federconsumatori Pavia –. Va detto, in ogni caso, che il diritto a chiedere il rimborso del fondo non si perde: dopo il termine dei dieci anni, tuttavia, è necessario rivolgersi al ministero e non alla banca dove i soldi erano stati depositati. Le banche sono restie a fornire dati sui conti dormienti: il ministero delle finanze, però, ha calcolato che in tutta Italia ci siano circa 100mila conti dormienti sui quali restano quasi novanta milioni di euro. La procedura comune a quasi tutti gli istituti di credito (che ovviamente non tengono per sè i soldi dei conti dimenticati) prevede che la sede centrale segnali alle singole filiali i casi di conti correnti non utilizzati da dieci anni. E le filiali, a loro volta, cercano di mettersi in contatto con i titolari o gli eredi (ammesso che si riescano a rintracciare) per organizzare il passaggio dei soldi dimenticati. Per dare la possibilità agli eredi che cercano conti e libretti dimenticati da genitori o nonni scomparsi, il ministero mette a disposizione un sito internet sul quale basta inserire il nominativo dell'intestatario e la provincia di nascita per verificare su qualche conto o libretto risulta dimenticato e quindi pronto per essere travasato nel fondo destinato alle vittime di truffe finanziarie. Il sito del ministero è all'indirizzo: www.depositidormienti.mef.gov.it. La verifica è possibile anche al numero di telefono 06-85796444, attivo dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e il venerdì dalle 9 alle 13. ©RIPRODUZIONE RISERVATA