Spada: «Scongiurato il crack, ma il 2011 non sarà positivo»
PAVIA La ripresa ancora non si vede, ma almeno si è fermata la caduta libera: Marco Spada, 40 anni, amministratore di una ditta con 50 dipendenti è il nuovo presidente provinciale dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili. Spada, ex presidente dei giovani costruttori e presidente ancora in carica della cassa edile, prende il posto di Roberto Sclavi: una nomina sostanzialmente nel segno della continuità rispetto ai tre anni scorsi. Al presidente si affianca il consiglio direttivo composto da Alessandro Asiotti, Renato Boccellini, Paolo Boneschi, Michele Boselli, Pietro Caffù, Antonio Di Guglielmo, Emanuele Ferraresi, Giovanni Ferrari, Alberto Fraconti, Angelo Lavezzi, Mario Macellari, Tiziano Pacchiarotti, Giovanni Pagani, Luigi Pecora, Moreno Poggioli, Giuseppe Righini, Angelo Salvaneschi, Giovanni Torlaschi e Oscar Turolla. Il nuovo collegio sindacale è invece composto da Pietro Bardone, Luigi Mascherpa e Fabio Palestra. Presidente, qual è il polso del comparto edile? I dati sono pesanti: in tre anni il settore ha perso più di 2mila posti di lavoro e le cause principali vanno cercate nella crisi economica che da un lato ha bloccato gli investimenti privati e dall'altro a frenato anche gli appalti pubblici visto che Comuni e Province non possono sforare il patto di stabilità e quindi hanno tagliato drasticamente gli interventi. Siamo arrivati al paradosso per cui gli enti pubblici non possono far partire lavori per i quali hanno i fondi necessari: sforerebbero il patto di stabilità e quindi devono rinviare. Nell'industria l'utilizzo degli impianti è cresciuto e questo significa che la domanda è ripresa. Ci sono segnali positivi anche per il settore delle costruzioni? Per il momento le previsioni sono di stabilità: si è fermata la caduta libera ma la ripresa ancora non si vede. Per tutto il 2011 non ci aspettiamo una inversione di tendenza che permetta alle aziende di tornare ad assumere. I sindacati chiedono di limitare il ricorso al massimo ribasso negli appalti pubblici per evitare il rischio di infiltrazioni di aziende che danno scarse garanzie di affidabilità e onestà. E' un punto sul quale imprenditori e sindacati sono perfettamente d'accordo. Al ribasso devono essere affiancati criteri di qualità e sicurezza. Per il bene delle aziende e per dare certezze sia alle amministrazioni che ai cittadini. Esattamente un anno fa Pavia è finita nella maxi inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta al nord. L'edilizia è a rischio infiltrazione? Personalmente non ho mai toccato con mano un rischio di questo tipo. Parlo di esperienza personale, tengo a precisare. E' importantissimo, in ogni caso, che la guardia resti altissima per evitare infiltrazini di qualunque tipo. E per questo è fondamentale la collaboirazione fra imprese, istituzioni e lavoratori.(s. ro.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA