Quote rosa, il Tar azzera la giunta di Alemanno

ROMA Troppe poche donne nella Giunta capitolina, tutto da rifare. È una vita difficile per il Campidoglio che ieri si è visto azzerare dal Tar il collegio di assessori (già rimpastato sette mesi fa in seguito allo scandalo "parentopoli"). Motivazione della sentenza del Tribunale, che ha scatenato nell'opposizione una serie di commenti al veleno sull'operato del sindaco, il mancato rispetto della rappresentanza femminile, per altro indicata nello statuto. Nell'ormai ex giunta infatti, composta da 12 assessori, c'era una sola donna, Sveva Belviso. Il sindaco Gianni Alemanno incassa e, sebbene non trovi giusta la decisione del Tar, ha precisato che non farà ricorso. Anzi, ne approfitta per confermare le indiscrezioni circolanti da tempo sull'entrata in squadra (è il caso di dirlo) di Rosella Sensi. L'ex patron della Roma sarà assessore con delega allo sport e della città, candidata alle Olimpiadi del 2020. Lunedì o martedì presenteremo la nuova giunta fa sapere Alemanno. Ma i toni concilianti usati dal primo cittadino della Capitale non lo salvano da una sequela di reazioni politiche. Per Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, la sentenza del Tar che ha bocciato sulla rappresentanza femminile la giunta Alemanno sancisce una vittoria delle donne, della giustizia e della democrazia, ma è anche l'ennesima bocciatura di Alemanno. Sulla stessa linea il segretario romano del Pd, Marco Miccoli, che commenta la sentenza come un altro schiaffo ad Alemanno, che fa l'ennesima figuraccia di questi suoi tre anni di disastri. Si spingono oltre l'Idv e i Verdi, che chiedono le dimissioni del sindaco per andare subito al voto nella Capitale. Così come l'ex ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, secondo cui ad Alemanno non basta chiedere scusa e chiudere il caso frettolosamente. È un sindaco di fatto delegittimato che dovrebbe dimettersi. Sulla questione interviene anche l'attuale ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna annunciando che per evitare situazioni come quella di Roma, il governo ha predisposto un ddl che modica la legge elettorale di comuni e province consentendo una maggiore presenza femminile negli enti locali e obbligando gli amministratori ad un'equa rappresentanza delle donne nelle giunte. L'unica, quanto inaspettata, difesa del sindaco romano è arrivata da Daniela Occhiali, alla guida di un paese (Sant'Agata Bolognese, pianura di Bologna), dove la giunta è composta da sole donne: Non sono d'accordo con la sentenza, gli assessori vanno scelti in base alle competenze. Nella storia del comune di Roma, il record di quote rosa spetta alla prima giunta di Wlater Veltroni che vantava 6 donne su 16 assessori. Era giugno 2001. Mai più successo.