Sì all'arresto di Papa. Bossi: «In galera»

di Paolo Carletti wROMA E' fallito il tentativo del Pdl in Giunta per le autorizzazioni di rinviare anche nell'ultimo giorno utile il voto sull'arresto del deputato pidiellino Alfonso Papa, coinvolto nell'inchiesta della procura di Napoli sulla P4 (favoreggiamento, corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio tra le accuse). E la richiesta dei giudici, alla fine di un'altra mattinata di incertezze e trucchetti per ottenere un nuovo rinvio, è stata approvata con i voti dell'opposizione, l'astensione della Lega, e l'abbandono dell'aula da parte del Pdl che ha contestato la procedura scelta dal presidente Castagnetti. Astensione della Lega che ha fatto arrabbiare Bossi e che in serata lo ha fatto sbottare: Papa? Vada in galera. L'obiettivo del Pdl era palese: evitare la Giunta, e andare direttamente al voto segreto alla Camera mercoledì prossimo, così da poter portare anche la Lega sulla linea di Berlusconi, che ha ripetuto ieri che non si vota sì a un arresto preventivo. Noi siamo un partito garantista, sarebbe un precedente pericoloso che aprirebbe la strada anche all'arresto di Milanese. Ma il blitz è miseramente fallito. Perché l'impasse causato dal relatore Francesco Paolo Sisto (Pdl) che l'altro ieri ha ritirato la relazione contraria all'arresto di Papa da votare in Giunta, non ha paralizzato i lavori, e non ha fermato Castagnetti. Il presidente ha risposto sì alla richiesta di Federico Palomba, dell'Idv, di far votare una sua proposta. Decisione che ha scatenato le ire del Pdl che ha abbandonato la giunta, mentre la Lega con i suoi due rappresentanti è rimasta al suo posto pur astenendosi. Alla fine la proposta di concedere l'arresto è passata con 10 sì e tre astenuti. A favore si è espresso anche il presidente Castagnetti tra i 10 dell'opposizione, mentre oltre ai due astenuti della Lega Luca Paolini e Fulvio Fellagot, si è aggiunto anche il deputato dei Responsabili Elio Belcastro. Sulla validità della votazione, dopo che il Pdl già annunciava ricorsi, è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini: Il comportamento di Castagnetti è stato ineccepibile. Un passaggio che comunque ha creato malumori anche nella Lega, dopo che Bossi ieri mattina aveva dato indicazioni precise: all'arresto si vota sì. E anche le spiegazioni successive non sembravano averlo convinto molto, e così ha voluto mettere una parola definitiva: Papa in galera, poi penseremo a Milanese ha detto il Senatur. E anche il capogruppo alla Camera Reguzzoni è stato esplicito: La prossima settimana darò indicazioni in Aula a favore dell'arresto di Alfonso Papa. Dunque non dovrebbero esserci sorprese, anche di fronte all'eventualità del voto segreto: Non so se qualcuno lo chiederà, servono comunque 50 parlamentari ha aggiunto. La forbice tra il Carroccio, che non può più sottrarsi alla rabbia della base sulla questione morale, e il Pdl, sembra allargarsi a vista d'occhio. Il Pdl teme un'altra tangentopoli (incombe il caso Milanese e altre richieste alla Giunta starebbero per arrivare), e il comportamento della Lega che si muove autonomamente lascia ancora una volta il Pdl solo a difendere a tutti i costi il debole fortino dell'impunità. Qualche critica alla Lega da parte di Idv e Pd, che non hanno gradito l'astensione della Lega in giunta. Ma le rassicurazioni sul voto di mercoledì hanno in parte placato le acque. Intanto Papa è stato ricevuto ieri nello studio di Berlusconi e dal ministro Maroni: Sono assolutamente tranquillo – ha detto il deputato del Pdl - la verità verrà a galla. In aula mi appello alla coscienza dei parlamentari, e preciso che il carcere non mi fa paura - ha concluso - se dovrà servire a veder trionfare la verità e la mia innocenza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA