Nuove tensioni sui titoli di Stato Tassi record sui Btp
MILANO Tutto come da copione. Dopo il martedì di passione e il mercoledì da leoni, i titoli di stato italiani e Piazza Affari tornano nell'epicentro della tempesta. In tarda mattinata, il Tesoro italiano ha collocato 4,5 miliardi di euro di titoli a lungo termine pagando, inevitabilmente, il dazio delle terrificanti sedute vissute tra giovedì scorso e martedì mattina. L'Italia ha dovuto incrementare i premi concessi agli acquirenti: il Btp a 15 anni registra un poco confortante 5,9% sul rendimento, record assoluto dall'introduzione dell'euro con una domanda pari a 2,6 miliardi contro 1,72 miliardi offerti. Il titolo quinquennale è stato invece immesso con un rendimento del 4,93%, il più elevato dal giugno 2008. Rispetto all'ultima asta il rendimento dei titoli è aumentato di 103 punti base mentre lo spread con il bund è salito a quota 287. Un dato, quest'ultimo, che alla fine dei conti è stato addirittura accolto con la tipica sensazione di sollievo da scampato pericolo, visto che, ad asta conclusa, gli scambi al ribasso del mercato secondario avevano spinto il differenziale oltre la soglia dei 300 punti in un altalena indubbiamente da panico. Inevitabile il riflesso negativo sulla borsa di Milano che non ha beneficiato del sì alla manovra da parte del Senato e ha chiuso con un rosso dell'1,07% segnando il passo per le altre borse europee, tutte coinvolte nel trend ribassista. Londra e Parigi hanno ceduto quasi un punto a testa (-0,92 e -0,96% rispettivamente) seguite da Francoforte (-0,58%) e Madrid (-0,53). Nuovamente nel mirino i titoli bancari anche in vista dei risultati degli stress test che saranno diffusi oggi mentre ieri l'Acri, per bocca del suo presidente Guzzetti, ha smentito seccamente che le Fondazioni bancarie siano implicate "né direttamente né indirettamente" in operazioni speculative. L'altalena insomma si fa sentire ma la sensazione, almeno è che per ora il mercato si sia calmato e gli speculatori abbiano allentato la presa dopo l'intervento della Bce di ieri consistito nell'acquisto compulsivo dei titoli sovrani sotto assedio. Un intervento che ha tamponato un andamento del mercato obbligazionario indubbiamente preoccupante con ordini di vendita che hanno spinto in alto gli spread e fatto registrare un record negativo sui Btp in scadenza 2013 che hanno visto il tasso balzare sul mercato secondario a quota 3,93% contro il 3,67 dell'asta di martedì e, soprattutto, contro il 3,821 dei corrispondenti titoli di Madrid. Solo con questo dato si potrebbe ipotizzare che gli investitori ritengono l'Italia più a rischio della Spagna nonostante l'indebitamento del sistema paese, come certificato dalla Ue, sia nettamente peggiore a Madrid (oltre il 260% del Pil) rispetto a Roma (180% del Pil). Ieri pomeriggio è intervenuto anche il Governatore della Fed, Ben Bernanke, per sottolineare che l'Italia sta affrontando un certo nervosismo da parte del mercato anche se le banche sono in buona forma e il sistema ha punti di forza. a.d.s. ©RIPRODUZIONE RISERVATA