Tremonti non è indagato Oggi il voto su Papa
di Natalia Andreani wROMA La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera deciderà oggi se dire sì o no alla richiesta di arresto per il deputato del Pdl Alfonso Papa inoltrata dalla procura di Napoli. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso ieri che il dibattito pomeridiano occuperà tre ore. Poi ci sarà il voto. E mercoledì 20 luglio toccherà all'Aula pronunciarsi. Intanto il procuratore capo di Napoli ha ufficialmente precisato che il ministro dell'economia Giulio Tremonti, non risulta indagato e che non sono previsti suoi interrogatori come persona informata dei fatti. Il rinvio in giunta è stato dovuto al deposito di una memoria dell'indagato che sostiene l'esistenza di fumus persecutionis. Ma se Pd, Idv e Terzo polo si sono già detti favorevoli all'arresto di Papa e premono perché si decida entro agosto anche sul caso di Marco Milanese, sulla tenuta della maggioranza di governo pesa l'incognita Lega che non ha ancora sciolto le proprie riserve e sarebbe divisa sull'argomento. Non ho sentito quelli in giunta....vorrà dire che li terremo un po' sulle spine, ha detto ieri sera il leader del Carroccio Umberto Bossi, incalzato dai giornalisti sulle intenzioni di voto. I contraccolpi dell'inchiesta P4 che si sta concentrando sulle talpe interne alla Guardia di Finanza, continuano a farsi sentire anche fuori dai palazzi della politica. Ieri il comando generale della Guardia di Finanza è intervenuto per smentire le voci sulle presunte dimissioni del capo di Stato Maggiore del corpo, generale Michele Adinolfi. Fonti del Comando hanno sottolineato che l'ufficiale promosso l'anno scorso generale di Corpo d'Armata con decorrenza 1 luglio 2011, quando assumerà il grado sarà assegnato ad un nuovo incarico coerente con il grado.Il provvedimento non è ancora operativo perché la procedura per la nomina del generale (indagato per rivelazione di segreti e favoreggiamento) non è ancora ultimata. La procedura prevede l'invio del verbale della commissione superiore per l'avanzamento al ministro delle Finanze, per il visto. Il verbale viene poi trasmesso al Consiglio dei ministri per la delibera e successivamente arriva al Quirinale per la firma del Presidente. Dalle carte dell'inchiesta emergono altri particolari sui favori che Papa riceveva da numerosi imprenditori in cambio di appalti e informazioni riservate. Una crociera da 11 mila euro ma anche bottiglie di champagne costosissime. E poi cene, massaggi per la sua amica Lyudmyla durante i soggiorni in alberghi di lusso e un lungo elenco di incarichi ottenuti dalla moglie da società pubbliche di rilevanza nazionale: Telecom (275mila euro), Autostrade (117mila), Poste (45mila) e soprattutto Enel Distribuzione: 2,2 milioni in cinque anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA