"The wall" dei Pink Floyd rivive al castello di Pavia
PAVIA Un album che è rimasto nella storia della musica si prepara a ritornare in vita. A trent'anni dall'uscita di "The wall", undicesimo disco dei Pink Floyd e ancora oggi oggetto di culto per moltissimo fan, il gruppo pavese degli Hammer lo riporterà in scena: domani sera la band salirà sul palco allestito nel cortile del castello Visconteo per far rivivere agli appassionati le atmosfere ipnotiche di quello storico vinile (inizio spettacolo ore 21, ingresso libero). Quello originale rimane un modello impossibile da eguagliare – ammette Andrea Giganti, chitarrista della band e ideatore dell'iniziativa –. Però crediamo che questo spettacolo possa mandare ancora oggi un messaggio forte: l'incomunicabilità raccontata trent'anni fa da "The wall" è ancora attuale. Un messaggio che gli Hammer riproporranno non soltanto attraverso la loro musica: sul palco infatti ci saranno anche attori e ballerini, che porteranno in scena una vera opera teatrale. Particolare attenzione sarà riservata ai suoni: Gli spettatori saranno letteralmente immersi nella musica – spiega Giganti, che ha curato il mixing audio –. Useremo infatti degli effetti particolari: la musica non arriverà soltanto da destra e da sinistra, come nei normali concerti in stereo, ma anche da davanti e da dietro. L'effetto che si ottiene è simile al dolby surround del cinema. Insomma, un'esperienza totale, che coinvolgerà tutti gli spettatori. Quando arrivò nei negozi di dischi il 30 novembre 1979, fu chiaro fin da subito che "The wall" non era un album tradizionale. I Pink Floyd vi avevano lavorato per mesi, partorendo un'opera rock che ancora oggi è considerata una delle migliori di tutti i tempi. L'album è racconta la storia di Pink, un personaggio inventato che a causa di una serie di traumi psicologici si costruisce un "muro mentale" ("the wall", appunto) dietro al quale si isola. Alla realizzazione dell'album seguì una tournée trionfale, che ancora oggi viene ricordata per i particolarissimi effetti scenici utilizzati. Il vero protagonista, allora come oggi, è il muro, che viene costruito in scena durante il primo tempo e che alla fine del secondo viene abbattuto, con effetto scenico ricco di significati. Durante lo spettacolo proietteremo anche spezzoni del film che il regista Alan Parker girò a partire da quest'album nel 1982 – aggiunge Giganti –. Ci saranno anche alcune immagini tratte dall'attualità: fotogrammi delle recenti guerre, dall'Iraq alle rivolte nei paesi arabi. Ci sarà anche un ricordo dell'attentato alle Due Torri e alcuni riferimenti alle incertezze familiari, che possono provocare disagi anche a livello sociale. L'idea di reinterpretare questo classico del rock sotto forma di opera teatrale è nata in uno scantinato di Vigevano nell'inverno 2001. Alcuni di quelli che qualche anno dopo diventeranno gli Hammer immaginarono una riproposizione musicale dell'album dei Pink Floyd, con attori, cantanti e ballerini. A dire il vero partivamo da un'esperienza fatta in passato da uno degli elementi del gruppo – racconta Pietro Gabba, cantante degli Hammer e attore protagonista –. Nel luglio del 1996 c'era stato infatti un concerto dei Nobs nel cortile teresiano dell'Università che aveva riproposto "The wall" nel suo aspetto musicale. Sicuramente questo evento, che aveva avuto un notevole successo e che era stato ideato anche da Andrea Giganti, ci ha aiutato molto nell'organizzazione di questa nuova proposta. Superati i problemi tecnici per sincronizzare audio e video, gli Hammer hanno così messo a punto lo spettacolo di domani sera, al quale parteciperanno anche gli attori della compagnia teatrale "La goccia" di Novara e la scuola di ballo "Marcella Previde Massara" di Vigevano. La coreografia che verrà presentata è stata realizzata dall'associazione culturale "Dance Studio" di Vigevano. Insomma, quello di domani sera sarà uno spettacolo corale, ricco di suggestioni e di messaggi anche educativi: Per prepararci siamo andati a vedere la recente riproposizione di "The wall" fatta recentemente da Roger Waters – spiega Gobbo –. Il tour dell'ex bassista dei Pink Floyd è andato benissimo: a Milano Waters ha dovuto triplicare le date, visto l'enorme successo. Senza arrivare a tanto, speriamo che anche la nostra riproposizione possa andare bene. Gabriele Conta