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PROPOSTA Un nome per l'area ex Neca nHo letto giorni fa l'articolo sul progetto di recupero dell'ex Neca, e che si sta cercando un nome per il futuro insediamento. Sono un ex dipendente del vecchio stabilimento di via Bricchetti (dal 1964 al 1972) e ricordo che il sito aveva una denominazione propria, come parte del complesso industriale Necchi-Campiglio. Questa denominazione, secondo me, può essere riproposta assumendo un nuovo significato, di collegamento tra la vecchia città e quella del futuro, sia dal punto di vista urbanistico che culturale. La denominazione era "Il Raccordo" (mentre in viale Trieste c'era la "Smalteria"). Sarebbe bello poter ricordare, nel nuovo insediamento, anche coloro che in quel luogo hanno passato anni di duro lavoro o che addirittura hanno perso la vita, come il caso, di cui sono stato testimone, di un operaio della fonderia orrendamente bruciato sotto le scorie incandescenti di un altoforno (potrei fornire l'indicazione abbastanza precisa, del punto in cui, sul nuovo insediamento, collocare una targa o addirittura intitolare una piccola via a tale ricordo). Il futuro ed il progresso si basano anche sulle memorie del passato. Mario Italiani SCUOLE Programmazione a Pavia Ovest nNel consiglio comunale di fine giugno si è discusso della scuola d'infanzia Landini e Vaccari. La riorganizzazione dei servizi all'infanzia riferita a Pavia Ovest ha puntato ad una razionalizzazione delle risorse umane. La scuola Vaccari è potenzialmente adeguata ad accogliere quattro sezioni di scuola paritaria, ma organizzata per l'anno corrente su tre sezioni; la scuola Landini invece è autorizzata per due sezioni di scuola paritaria con un organico giustificato dalla presenza di tre gruppi d'età e di un orario di funzionamento su dieci ore con turnazione. L'amministrazione comunale ha deciso di puntare ad una maggiore efficienza delle risorse. Pertanto alla scuola Landini non si accetteranno più iscrizioni di bambini con età di tre anni per il prossimo anno scolastico, riducendo il personale docente da 6 a 4 educatori. Le principali motivazioni sono: - l'andamento delle domande d'ammissione alla scuola d'infanzia ha confermato la propensione delle famiglie a scegliere il servizio comunale e non le scuole private cittadine come sostenuto dalla minoranza consiliare; - la decisione di chiudere le iscrizioni alla Landini ha indotto le famiglie ad iscrivere i propri figli alla scuola Vaccari, senza alcun incremento per le vicine Castiglioni e Gazzaniga; - il potenziale incremento della popolazione a Pavia Ovest è da ritenersi tale da non dover comportare nel breve e medio periodo grosse novità. In caso di necessità gli accordi dovrebbero prevedere la costruzione di nuove scuole. L'efficienza del servizio prevede il potenziamento della scuola Vaccari aumentandone la ricettività, passando da 3 a 4 sezioni, come in passato, e tale soluzione soddisfa la domanda del quartiere in maniera più che sufficiente. Per quanto concerne la scuola d'infanzia Landini, l'intenzione è quella di procedere unicamente alla chiusura del servizio di gestione diretta comunale a conclusione del prossimo biennio. Alle famiglie dei bimbi attualmente frequentanti è garantito il mantenimento delle due sezioni per il prossimo anno ed insieme agli interessati saranno valutate possibili ulteriori soluzioni per l'ultimo anno di servizio. In definitiva, l'intenzione è quella di dare una risposta alla domanda di posti negli "asilo nido" comprovata da una cronica lista d'attesa, prospettando l'ipotesi di attuare un servizio 0-3 presso la sede della Landini con una gestione non diretta, in linea con le disposizioni regionali che assegnano risorse e sostengono da un punto di vista normativo il ruolo del Comune più come soggetto di controllo e garante della qualità pedagogica del servizio piuttosto che come diretto gestore. Valerio Gimigliano POLEMICA Pensioni, non sono un regalo dello Stato n Siamo arrivati all'ennesima manovra economica. E chi paga? Il ceto medio e in particolare i pensionati, che hanno introiti di poco oltre la sopravvivenza (circa 1.000 euro netti al mese). Intanto, rinviati i tagli alla "casta", la super tassa sulle vetture di lusso ridotta a pochi casi, ecc. Mi viene il sospetto che i nostri governanti considerino le pensioni un "regalo" dello Stato. Siro Zangrandi