Strage di Duisburg, otto ergastoli

LOCRI La ricostruzione della faida di San Luca, culminata con la strage di Duisburg commessa a ferragosto del 2007, ha retto davanti ai giudici della Corte d'assise di Locri che hanno condannato otto persone all'ergastolo ed altre tre a pene dai 9 ai 12 anni. Tra gli imputati condannati al carcere a vita c'è anche Giovanni Strangio, il giovane boss di San Luca ritenuto l'ideatore ed uno degli esecutori materiali della strage compiuta in Germania nella quale furono uccise sei persone ritenute vicine alla cosca dei Pelle-Vottari. Le condanne emesse a Locri rivestono una particolare rilevanza perché per la prima volta vengono individuati gli autori di una serie di omicidi avvenuti durante la faida di San Luca che per anni ha visto fronteggiarsi le cosche dei Pelle-Vottari con i Nirta-Strangio. Una faida iniziata per uno scherzo e poi culminata con la strage di Duisburg, che ha rappresentato il primo cruento fatto di sangue commesso dalla 'ndrangheta fuori dai confini italiani. Quando i giudici hanno iniziato a leggere la sentenza non sono mancati i momenti di grande tensione tra i familiari degli imputati e di commozione tra i parenti delle vittime dell'eccidio in Germania. La moglie di Giuseppe Nirta e madre di altri due imputati, tutti condannati all'ergastolo, ha iniziato a gridare frasi incomprensibili ed a dimenarsi sbattendo i pugni su un tavolo. Ha pianto anche Maria Carlino, madre dei due giovani ventenni Francesco e Mario Pergola uccisi a Duisburg uccisi, così come ricostruire l'accusa, perché testimoni scomodi della strage. Uccidendo i miei figli - ha detto la donna - hanno distrutto la nostra vita. Ora giustizia è fatta.