Il Parlamento "scarica" Murdoch

LONDRA Il Parlamento britannico si schiera compatto contro Rupert Murdoch: una mozione proposta per oggi dai laburisti, che obbliga il magnate australiano ad abbandonare la sua offerta per BSkyB, ha ricevuto l'appoggio della maggioranza. Una decisione senza precedenti, impensabile appena una settimana fa, quando il ministro della Cultura Jeremy Hunt - che oggi non si recherà alla Camera a votare - sembrava pronto a dare l'ok all'acquisizione. E c'è di più: Rupert, il figlio James e la rossa Rebekah Brooks avrebbero accettato di comparire martedì di fronte alla commissione Cultura, Media e Sport. I tre non erano nemmeno obbligati a comparire. Tom Watson, uno dei parlamentari membri della commissione, ha detto di voler chiedere alla Brooks cosa ne sapeva dei versamenti alla polizia fatti dai suoi giornalisti e di voler interrogare James Murdoch sul suo ruolo nell'autorizzazione dei pagamenti in cambio del silenzio a Gordon Taylor, direttore della Professional Football Association. La convocazione stessa, inoltre, è un'ulteriore indicazione che i giorni d'oro di Murdoch in Gran Bretagna sono finiti. Ieri è stata una brutta giornata anche per Scotland Yard. Quattro dei suoi uomini sono finiti davanti alla commissione parlamentare per gli affari interni e hanno dovuto spiegare perchè nel 2009 non avevano riaperto l'inchiesta condotta nel 2006 sulle intercettazioni del "News of the World".